IL FIORE, L’OCCHIO, IL PAVIMENTO – di Anna Meli

I raggi del sole illuminarono la casa sulla collina e fecero risaltare la semplice e luminosa bellezza delle sue vetrate e del loggiato adorno di edere e altre piante rampicanti.
Chiara uscì come ogni mattina. Non si stancava mai di ammirare quel poggio ricco di fiori e erbe spontanee che crescevano in libertà donando all’aria bei riflessi dorati. La sua mente si riposava e spaziava leggera.
Socchiudendo gli occhi respirava profondamente e percepiva buoni odori che legava ad indelebili ricordi. In quei momenti si sentiva viva come non mai e pervasa da sottili e piacevoli brividi.
Camminando si era spinta al margine del grande prato presso la cipressaia fino alla casetta che il giardiniere usava per per riporre gli attrezzi. La porticina semiaperta sembrò volerla invitare ad entrare. C’era aria di mistero.
Un forte odore di terra umida e di concimi le arrivò d’improvviso al naso e il passaggio dalla luce al buio gli impedirono di vedere chiaro; poi l’occhio si abituò e si posò sui vari attrezzi ammonticchiati e sul pavimento di mattonelle rettangolari di colore diverso ma disposte in un certo ordine.
Un immotivato senso di paura le fece richiudere in fretta la porta sgangherata e… nuovamente respirò libera nei colori, nei profumi, nel sole.
…leggo, sento la tua voce, rassicurante, protettiva, la paura si trasforma, diventa….Semplicemente un particolare…ed il respiro torna per miracolo: re go la re…..
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