Lucia e la Bambina – di Lucia Bettoni

Ti incontro oggi dopo una vita lunga un soffio
Ti sorrido, ti vengo incontro e ti abbraccio
Piccola bambina sola in un paradiso di terra
Voglio ricordare tenendoti per mano
Voglio ricordare gonfia di tenerezza e di amore
Ti ricordi?
Ti ricordi quel muretto basso di sassi bianchi vicino a casa?
C’era una intercapedine nella pietra dove si depositava l’acqua piovana
Prendevi la terra dal bordo della vecchia strada, l’univi all’acqua e impastavi
Modellavi la terra facendone piccoli cubi, palline, cilindri
Era il tuo banco di lavoro
Era il gioco della terra
Ricordi la casa colonica abbandonata ?
Era meravigliosa, ma la meraviglia più grande era una piccola stanza posta lateralmente all’ingresso principale
Dentro la piccola stanza c’era un focolare
Cercavi piccoli ramoscelli e accendevi il fuoco
Eri piccola ma sapevi bene come accendere un fuoco
Lo avevi visto fare mille volte e ogni tanto lo lasciavano fare a te
Il fuoco acceso e l’erba che avevi raccolto era lì in un paniere accanto a te
Quando cominciavano ad esserci un po’ di carboni prendevi l’erba con dei bastoncini lunghi e la depositavi sul treppiede di ferro
Lo so , non hai mai dimenticato il profumo dell’erba fresca sul fuoco
Lo so, quel profumo è ancora completamente integro nelle tue narici
Era il gioco dell’erba cotta
Ti ricordi il carretto fatto con le vecchie ruote di una bicicletta e vecchie assi di legno?
Lo aveva fatto tuo nonno per trasportare le ceste con dentro le chiocce con i loro pulcini ai capannini posti nel campo un po’ lontano dalla casa
La sera andavi con la mamma e il carretto a prendere le chiocce e le loro covate per riportarle nel pollaio a casa
La volpe era sempre in agguato
Quando il carretto era inutilizzato e parcheggiato nell’aia diventava la tua carrozza
La carrozza della principessa Lucia
Era il gioco della bellezza
Ti sedevi al centro sulle assi e con i piedi lo muovevi girellando intorno all’aia
Un’aia grande come il mondo