ESSERCI E NON ESSERCI! – di Nadia Peruzzi
Vorrei essere sveglia e il vento con le sue folate frizzanti dovrebbe aiutare. Invece dormo. Una sensazione strana, un torpore diffuso. Esserci e non esserci. Un po’ sbandata e un po’ no. Preoccupata per quello che succede nel mondo attorno a me e con attorno cuscinetti di protezione. Devo tirarli fuori ogni giorno per non venire schiacciata per eccesso di consapevolezza. La mente spazia. In ogni luogo e in nessuno luogo realmente preciso. Si accende e si spegne in un attimo. Mi lascio trasportare. Non ho idea di dove vorrei essere. Fili mi tirano un po’ di qua e un po’ di là, è il vento a decidere. Porta profumi, fruscii come musica. Volteggiano quei batuffoli di tiglio che si attaccano ovunque dando fastidio agli occhi. Vorrei essere sdraiata in un prato a guardare nuvole che si rincorrono e creano incessantemente forme da decifrare, che non sono mai le stesse, nella regola del tutto scorre e del nulla mai è uguale a sé stesso. Basta un attimo. Non sono più nel prato. Sono di nuovo a casa. La rondine che da tempo non vedevo arrivare cinguetta nuovamente sui fili dove di solito stendo il bucato. Cinguetta senza stancarsi, facendone arrivare un’altra. Un trillo acuto ma armonioso, limpido e senza sbavature. La sua coda perfetta che mi ha sempre affascinato segue il canto. Si biforca e torna unita più e più volte. Fossi rondine, mi dico, mi unirei alla coppietta per volare lontano. Oggi avviluppata in questo torpore che non mi abbandona, tutto sembra possibile. Spicco il volo con loro e mi metto a cinguettare.