Bambina dove sei? – di Gabriella Crisafulli

Oggi le rose fiorivano generose in giardino ma nel passato aveva ballato molte danze tribali.
Era stata di volta in volta “Come tu mi vuoi”.
Quando le voci della guerra si ripetevano giorno dopo giorno, lei, devota, le aveva collezionate tutte. Non aveva perso una parola del dolore, del lutto, della fame, della solitudine, della fuga.
Quando la sofferenza di chi le stava vicino era deflagrata impietosa, lei aveva chiuso gli occhi, le orecchie e la bocca trasformandosi in un’angoscia priva di empatia.
Quando la disobbedienza l’aveva marchiata in modo indelebile si era creato uno dei tanti spartiacque difficili da valicare.
Il sogno era diventato una via di fuga, l’aveva protetta ma ora la realtà presentava il conto. E davanti alla realtà si faceva spazio il dolore, scantonato per anni, che adesso era difficile da contenere perché si ingigantiva nella solitudine della vecchiaia.
Il dolore l’aveva resa indolente, disorientata, incurante di ciò che la circondava, tutta dedita all’idea di una rivalsa. Si era trasformato in una rabbia estesa per tutta la casa che ingombrava ogni angolo e intralciava i tentativi di risolvere il problema.
C’era una bambina che tormentava?
Da dove veniva?
In quale spazio si nascondeva?
Cosa voleva?
Da quale delle tante vite vissute veniva fuori?