Sogno a sorpresa – di Annalisa Faleschini

Il 30 gennaio si stava avvicinando.
Avevo da tempo lanciato il desiderio di quel viaggio.
Per la verità, i miei cari sapevano che era il sogno o uno dei sogni della mia vita, da quando ero piccina.
Gli scienziati narrano essere questo l’anno più proficuo per assistere allo spettacolo dell’aurora boreale con frequenze superiori agli anni passati ed ai 10 che verranno, visto il ciclo del sole. Beh,mi sentivo quasi pronta nello spirito, ad affrontare un’avventura fredda e notturna per 2/3 giorni, sperando nella buona sorte di un avvistamento così “magico”.
Il fisico, invece, titubava…in preda alla paura della sofferenza di un congelamento…e la mente non si metteva in moto nell’organizzazione, quasi convinta o per lo meno speranzosa che marito e figlio agissero per me. Una pigrizia preventiva e salvifica.
La mattina del 30 sveglia a casa, la “casa del nord”, quella che ora era abitata dal figliolo, essendomi trasferita a Firenze. La mia non più mia.
Sul tavolo da pranzo un piccolo bigliettino, di quelli ecologicamente strappati dalla parte bianca di fogli grandi quasi tutti scritti.
TI AMO TANTO Bruno.
E già il cuore si era aperto. Non è scontato che un ragazzone di 30 anni scriva la parola AMO…è piccina, poche lettere, pregne di un sentimento immenso.
Mi prendo il tempo per metabolizzare, l’emozione (e la lontananza). E vedo la pellicola della nostra relazione scorrere negli anni. Sono commossa nella mia intimità.
Poi mi accendo e mi metto in moto per affrontare gli acquisti per la festicciola che avrei, di lì a breve, fatto a Milano con le mie ex compagne di scuola. Non mi soffermo sui particolari sino che, giunta la sera, mio marito da Firenze mi raggiunge e riporta a casa.
Suoniamo il citofono e la risposta da parte di Bruno è :” La mamma, per ora, rimane fuori!”
Ecco che mi si presenta l’immagine di lui e di un tempo utile per accendere il pc, entrare sul sito, ingrandire il biglietto destinazione Tromso o Rovaniemi o vattelappesca!
Mi sento frizzante, anche perché sto attendendo su una seggiolina da giardino; fa freddo, penso a quanti e quali indumenti dovrò cercare in cabina armadio o comprare.
Le “bollicine” salgono, sono quasi ubriaca di adrenalina. Il cielo è stellato, limpido. seguo alcune costellazioni. penso che dovrò attrezzarmi per le foto in notturna e per le dita delle mani e dei piedi che si congeleranno. Burp! Alcool emotivo alle stelle.
I minuti passano…chiedo se posso entrare. Il freddo rimane il mio “non amico”. Finalmente si apre la porta e si spengono le luci…sono convinta, per lasciare alla tenue luce blu del pc con l’immagine del volo, di essere stella e centrotavola.
Si illumina la stanza e sul tavolo c’è una grande scatola con cuori colorati. Ovvio, i biglietti si stampano! La soppeso, è pesante. Hanno aggiunto altro!
La apro, quasi titubante e dentro…trovo due pigiami, uno da uomo ed uno da donna. Osservo meglio la scena: mio figlio e la sua fidanzata sono in pigiama.
Lì, scoppio a ridere…
Un altro mio sogno sarebbe stato quello di festeggiare un compleanno facendo un pigiama party…ed eccomi accontentata! Aurora…bye bye























