“Sempre caro mi fu quest’ermo colle” e la parola “ermo” mi guida verso un mondo altro, fatto di ricci e spine, di stecchi e steccati, di cammini impervi. Mi piace pensare a quell’apostrofo, come “l’apostrofo rosa tra le parole t’amo”, e amare è rivolto a “te”, un te impersonale, diverso da noi stessi e che ci guarda e che ci legge e si aspetta da me il sacrificio. Eterno sacrificio o eterno amore? Chi e cosa lega l’ermo all’eremo, dove andremo tutti a finire?
Mese: Maggio 2026
Lucia Bettoni: profumo di geranio
Spruzzi d’acqua fredda e argentina festeggiano nell’aria del mattino un nuovo giorno che sa di cielo
L’odore delle foglie dei gerani dalle mie narici si insinua nel mio corpo e sento di essere geranio anch’io
Ho riempito di colori il giardino
Sarà la nostra casa a colori
E’ lì che mi raggiungerai ogni volta che vorrai perché è lì che vivrò
Uno spazio intimo, uno spazio nostro fatto di vento e di stagioni, di pioggia, di sole, di solo natura
E’ qui che vivo
Tutto qui e’ semplice
Non sento il rumore della malvagità
Non sento il vuoto del niente
Qui è tutto pieno e profuma di ciò che è ancora vero
Un sorriso lungo come una stella cometa che mi collega al quel pezzetto di cielo che era tutto il mio mondo di allora
Quel pezzetto di cielo mi basta adesso per respirare la vita
Finché dentro respirerò la vita il senso di questo cammino avrà la sua ragione di esistere
Profumo di geranio
Luca Miraglia – allungare il passo
Allungando il passo cambia poco, rallentandolo cambia ancora meno.
L’orizzonte se ne sta nascosto giocando a rimpiattino con lo sguardo.
L’occhio cade inevitabilmente sui margini dell’ipotetica via che scorre sotto i piedi: a volte liscia e morbida come velluto, altre volte ruvida e tagliente da far sanguinare.
Sgomitando al vento come vela, forse la direzione piega e allora lo sguardo incontra altri occhi, altri corpi, altri viventi in viaggio: alcuni accoglienti e cari, altri odiosi e odiabili, altri ancora quasi ombre effimere in balia dell’onda.
Una sinfonia di vite, ciascuna a modo suo impegnata in quel che sembra contare: l’andare e non la meta.
Incontro del 30 aprile 2026: Le Matite vanno in pausa
Scrittura istintiva: nessun argomento, solo parole in libertà




