Non scappare Bambina: Carmela

Bambina mia – di Carmela De Pilla

Non scappare bambina mia

Non scappare bambina dagli occhi di perla nera, resta ancora un po’ con me, il lungo tempo che ci separa ha annebbiato le immagini e ora ne vedo appena i  contorni, ma so che ci sei, i lunghi capelli raccolti in una coda di cavallo si muovono a passo di danza mentre la mamma con orgoglio ti stringe forte e dice” Sei la mia stellina”.

Ti cerco, ma tu mi sfuggi, ti nascondi dietro la malinconia dei tuoi occhi tristi, dietro la solitudine del tuo piccolo cuore, solo ora  capisco quanta sofferenza c’era nei tuoi silenzi.

Non scappare bambina mia, raccontami di te, vorrei conoscerti meglio per capirti e aiutarti, vorrei consolarti e dirti quanto ti amo. Grazie bambina mia per avermi aiutata ad essere la donna che sono ora, grazie per avermi accompagnata in questo lungo viaggio, ora non ho più bisogno di nascondermi, ora la solitudine non mi è più nemica, anzi mi fa compagnia, ora nei tuoi occhi non c’è più la tristezza di allora.

E mentre ti vedo, sorrido.

La Bambina “come tu mi vuoi”: Gabriella

Bambina dove sei? – di Gabriella Crisafulli

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Oggi le rose fiorivano generose in giardino ma nel passato aveva ballato molte danze tribali.

Era stata di volta in volta “Come tu mi vuoi”.

Quando le voci della guerra si ripetevano giorno dopo giorno, lei, devota, le aveva collezionate tutte. Non aveva perso una parola del dolore, del lutto, della fame, della solitudine, della fuga.

Quando la sofferenza di chi le stava vicino era deflagrata impietosa, lei aveva chiuso gli occhi, le orecchie e la bocca trasformandosi in un’angoscia priva di empatia.

Quando la disobbedienza l’aveva marchiata in modo indelebile si era creato uno dei tanti spartiacque difficili da valicare.

Il sogno era diventato una via di fuga, l’aveva protetta ma ora la realtà presentava il conto. E davanti alla realtà si faceva spazio il dolore, scantonato per anni, che adesso era difficile da contenere perché si ingigantiva nella solitudine della vecchiaia.

Il dolore l’aveva resa indolente, disorientata, incurante di ciò che la circondava, tutta dedita all’idea di una rivalsa. Si era trasformato in una rabbia estesa per tutta la casa che ingombrava ogni angolo e intralciava i tentativi di risolvere il problema.

C’era una bambina che tormentava?

Da dove veniva?

In quale spazio si nascondeva?

Cosa voleva?

Da quale delle tante vite vissute veniva fuori?

Come stai Bambino?: Stefano

Il bambino come sta? – di Stefano Maurri

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Rispondendo alla domanda “come stai?”  il bambino sorrise di un sorriso diafano e imbarazzato: “mi faccio portavoce di quello che milioni di bambini sentono dentro di sé, in tutte le religioni manca un comandamento “Onora  il bambino e la bambina”. Sempre più bambini sono vittime di abusi di ogni tipo, le società, sia quelle più evolute che quelle in fase di espansione, ignorano i più semplici diritti dei bambini. 20.000 bambini sono morti nelle stragi di Gaza, moltissimi  In Ucraina, oltre 80.000 sono stati deportati, altre migliaia sono morti in Libano. Che cosa deve succedere per capire che occorre affrontare con decisione  questo problema? Avrei voluto interloquire con il bambino e dire come nella Canzone Stella Stellina (Ermal Meta) che  la neve  è già scomparsa dentro la notte. Il  bambino Sefano che guardava alla tv la partita degli azzurri cominciò a confondere le partite: il 1966 si sovrappose al 2006, il  1982 col  2016, ma quello del 1970 non si confuse mai più con niente. Fu l’anno di quando  guardava la partita con un altro bambino che, si ricorda bene, corse a prendere le chiavi di casa da sua zia, saltando dalla terrazza. La partita del 1970 rimase unica nella memoria: quel suo compagno fu colpito da leucemia fulminante, poco dopo, a quattordici anni…. stella stellina…..