La parola del giorno: paura

Paura – di Carla Faggi

Tanti e tanti anni fa una mia amica si ammalò di polmonite.

Andai a trovarla, mi dissero che non si attaccava. Non avevo paura perché mi sentivo immortale, e pensavo che la vita andava presa con leggerezza!

Poi tornai a casa. C’era mia madre, molto anziana e malata di cuore.

Mi prese il panico, se ero stata contagiata avrei potuto contagiarla a mia volta.

Stetti così male che mi ammalai, non di polmonite ma di senso di colpa. Tutt’ora se ci penso mi sento male.

Non successe nulla a mia madre, il senso di colpa non è contagioso, ma ripensandoci ora, la paura ti può essere amica, se non per te per le persone a cui vuoi bene e sono più fragili. Non averne non è leggerezza ma può essere superficialità.

Meno male che siamo capaci di avere paura perché il corpo e la mente sono saggi. Sanno quando è necessario averne.

Paura – di Carmela De Pilla

La ricordo bene quella sensazione, era proprio di paura, quella che precede il panico e che ti resta dentro per sempre.

Ero andata con alcuni amici in Valle d’Aosta a fare un trekking di una settimana nel parco del gran Paradiso, quel giorno dovevamo affrontare una dura prova: valicare il Col Rosset  arrivando fino a 2.600 m.

Ai piedi i due grandi laghi assorbivano l’azzurro intenso del cielo e lo rimandavano con forza a noi, il grande contrasto tra il verde dei prati e il turchese era smisuratamente appagante.

Io, al contrario dei miei compagni che erano in perfetta forma fisica, avevo intrapreso quell’avventura spinta solo dal forte desiderio di scoprire quei luoghi incontaminati e straordinari.

Ci mettemmo in cammino e dopo poco capii subito che per me sarebbe stata un’impresa difficile, arrancando e aiutandomi con la forza di volontà e con le mani arrivai quasi alla fine del sentiero, ma poco prima di raggiungere la vetta, stremata mi fermai un attimo e guardai giù verso il precipizio.

Non c’erano alberi che mi impedivano la vista e così immediatamente un groviglio di sensazioni incominciarono a  bombardare il cuore e la mente, ero paralizzata, il corpo non rispondeva più, per un attimo mente e corpo incominciarono a volare e una forte tentazione di farlo si impossessò di me, poi mi ripresi e incominciai a urlare.

Luigi, esperto di montagna, capì subito che la situazione era seria e in poco tempo mi raggiunse abbracciandomi con forza.

La sua stretta mi riportò alla realtà e confortata dalla sua presenza raggiunsi la vetta.

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Autore: lamatitaperscrivereilcielo

Lamatitaperscrivereilcielo è un progetto di scrittura, legata all'anima delle persone che condividono un percorso di scoperta, di osservazione e di ricordo. Questo blog intende raccontare quanto non è facilmente visibile che abbia una relazione con l'Umanità nelle sue varie espressioni

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