La testa mi gira – di Cecilia Trinci

Eravamo diventati giovani.
“Lavorare fa bene fino a 70 anni. Fino a 75 non sei neppure anziano. I 60 di oggi sono i 40 del secolo scorso.” Frasi fatte a fiumi, ricordate?
Solo pochi giorni fa i decaloghi si sprecavano: e vai in palestra, per carità di Dio! A ballare. Viaggia su, che fai stai sul divano? Il divano è il peggior nemico della vita. Alzati! Corri! Vai a prendere i bambini….…. Vai dal parrucchiere, vai a comprare vestiti colorati e fai la dieta punti, e poi lavora su….almeno fino a 70 anni il cervello funziona benissimo! Però fallo senza prendere il posto ai giovani, metti in gioco la pensione, tu che spudorata ce la puoi avere! dei soldi che ne vuoi fare? Spendi! Spandi! Muoviti! Guardati intorno: tour della Puglia a novembre, la Sicilia d’inverno è anche più bella, i posti in traghetto a gennaio a metà prezzo che idea! Comprati il trolley che fa giovane! Esci da codesta casa ma non prendere il posto in tram, lo vedi che sei giovane? fai le capriole, fai le giravolte, su su……
Poi d’improvviso, in una manciata di ore più che di giorni, i 65enni sono diventati anziani, spesso “con patologie pregresse” , i 70enni si sono accorti di camminare sul bordo della fossa, per non parlare degli 80enni che quelli davvero che ci fanno in giro?
Abbiamo smesso in due ore di essere una risorsa, abbiamo smesso di essere manager in ritiro spirituale, atleti di seconda mano, ballerini di categoria over, ex qualcosa, ex calciatori, ex direttori, ex giocolieri e barzellettieri da cene aziendali.
Abbiamo smesso.
Ci siamo ritrovati a “dovremo cambiare modo di vivere”. E infatti abbiamo smesso di abbracciarci, di andare al cinema, di mangiare pizze in compagnia, di ballare, di fare le gite della Coop, e per carità “anziani vi prego, non andate fuori, state sul divano, non andate a giocare a tombola e nemmeno a burraco!”
Eravamo i giovani del XXI secolo, quasi immortali da quanto eravamo giovani!
Ci hanno ridato la nostra età e con gli interessi. Siamo diventati più vecchi ancora che nel secolo scorso.
Vecchi! Nemmeno anziani. Altro che terzo tempo!
“Vecchi state a casa, non guardate nessuno! Non incontrate nessuno! Non ammalatevi per non occupare i nostri posti letto”. Se ci fossero i caminetti in cucina torneremmo nel canto del foco a ciucciare castagne secche, guardando il volo degli storni al tramonto, attraverso le finestre chiuse
“Rinoceronte, che passi sotto il ponte…che salti e che balli…che dici buongiorno girandoti attorno ..…che giri e rigiri, la testa mi gira…non ne posso più…la pallina cade giù.”
Grande Cecilia..mi sa che in tutto questo anche l’INPS fa il tifo e “lotta contro di noi” !! Tuttavia siamo ragazzi e ragazze resistenti …almeno ci proviamo !! MI viene in mente che è un po’ di tempo che la pubblicità del Meritene che ti toglie tutti gli anni e puoi correre e saltellare qui e là carpendo autobus al volo…non la stanno passando !!
In compenso stanno passando quelle delle Università on line …
Abbracci ! Pezzo azzeccatissimo e molto bello.
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Leggo , rileggo, incontro pensieri anche miei….e sarà che ho già perso la guerra…ed ora perder pure le battaglie mi rode….
Nè sto combattendo una,personale, chè un pò mi danneggia ed un pò mi isola….risento la voce allegra di mia madre: tanto prima o poi ci portan via tutti….
C…o mamma avevi proprio ragione…..
Ma scusa come ci portan via?…🙄
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Una delle più belle e acute descrizioni della caduta violenta e dolorosa di una costruzione di cartapesta come il mito dell’evergreen .Come sempre si rischia l’effetto opposto essendo l’equilibrio cosa sconosciuta da sempre nel consorzio umano.E ora viene portato in luce spietata quello che era il pensiero strisciante di questo tempo:perché i vecchi sono ancora qui a divorare risorse a sbafo?Dagli al pensionato. ..ma ora il crvd19 ci penserà lui.,credono,ma ,anche se ritorneremo al nostro posto,siamo più resistenti e più utili di quanto si pensa.
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