
(…) Un libro ci segna, ci accompagna, ci rappresenta, mentre ci rapisce e ci porta lontano. Scandisce fasi della vita. Cosi’ tanto che non riesco a leggere di nuovo lo stesso libro. So che dovrei, so che leggendo in momenti diversi potrei cogliere cose diverse perche’ il mio filtro sarebbe diverso, oppure no e potrei , rileggendo verificare anche questo. Diversa da mia mamma in questo, che ha letto , ma pure riletto, tantissimo.
Le mie riletture si contano sulle dita di una sola mano. E uno dei libri l’ho riletto appena dopo 15 giorni. Perche’ non riuscivo a capacitarmi che la conclusione a cui l’autore voleva portarmi fosse proprio quella a cui in realta’ mi portava.
Ci ho provato piu’ volte con Delitto e castigo, ma no, non e’ piu’ nelle corde. Non scorre. Non riesco piu’ a logorarmi dentro quelle introspezioni e a quella oscurita’ dell’animo che destabilizza.
Tutto scorre, qualcuno ha sentenziato, quasi all’inizio della storia dell’umanita’ pensante. E scorre anche per il lettore. Si cambia, il mondo attorno propone nuovi stimoli e spunti, nuove sfide e nuovi problemi. Alcune ti costringono pure a cambiare generi. Fino a mattoni economici, che mai avrei pensato di affrontare. O i saggi su temi epocali che sono in grado di sconvolgere le nostre vite. Libri non piu’ per perdere la realtà ma per entrarci ancor più dentro, anche soffrendo. Perche’ sapere e conoscere e’ anche aprire la porta a cio’ che preoccupa e fa star male. I libri sono tutto e parlano di tutto. Sono vita nella vita!