Giocavamo con poco. A volte ci bastava una scatola, delle matite, qualche nastro, un po’ di carta, delle forbici e tanta fantasia. Una mattina mia sorella Tilla andò all’Ufficio Postale con la mamma e restò fulminata nel vedere il centralino telefonico dove diverse signorine, con una cuffia in testa, introducevano una sorta di bastoncino, con un lungo filo attaccato all’estremità, in un pannello pieno di buchi e con grande dimestichezza riuscivano a introdurli o a estrarli parlando velocemente nello stesso tempo: “ Venezia, ti includi ? “ “Torino no sto già parlando grazie” e così via.
Tornata a casa, Tilla non perse tempo. Ci chiamò a raccolta dandoci vari incarichi per procurarci scatola, matite, fili e forbici con le quali passammo tutto il pomeriggio ad allestire l’Ufficio Postale. Preparammo francobolli, buste e lettere, telegrammi e poi ognuna di noi aveva un compito. Tilla ovviamente era al centralino, l’altra sorella, Gianna, era allo sportello ed io facevo il fattorino che portava i telegrammi. Ci divertivamo molto e la mamma adorava ascoltarci perché eravamo molto buffe inventando tutto di sana pianta. Un pomeriggio però sentì piangere disperatamente per cui si precipitò di corsa nella stanza e trovò tutte e tre in lacrime. Molto preoccupata e non capendo il perché di questa tragedia iniziò a farci domande e fra le lacrime e dopo varie domande riuscì a capire che io, il fattorino, avevo ricevuto un telegramma che annunciava la morte di mia cognata !!!
Eravamo tanto prese dal nostro gioco che avevamo perso il senso della realtà.