Paura di lasciar andare di Tina

Ce l’ho fatta per un soffio – di Tina Conti

Mi è andata bene…..

Ce l’ho fatta per un soffio

Se arrivavo prima, cosa mi poteva accadere

Bastava un passo in più

Per fortuna ho aspettato

Mi ha salvato quella voce.

Photo by jonas mohamadi on Pexels.com

Guardando alla nostra vita  riflettiamo su quello che  fino ad adesso  ci ha salvato dai guai e dalle brutte esperienze

E’ servito l’aver interiorizzato  il senso di protezione e di paura di fronte agli eventi?

Perché temiamo quando diamo autonomia  alle persone a cui  vogliamo bene?

Siamo inquieti al pensare che  la paura  non si manifesti  al momento opportuno

per proteggerli e indicare un percorso.

Non sempre  prestiamo fede a quella  vocina, disubbidiamo per  sperimentare  quello che ci piace fare, quello che non abbiamo il coraggio di essere.

Chi si butta in tutte le esperienze e imprese che gli capitano senza provare timore e paura alla fine come si ritroverà, sarà la via di mezzo, il caso  o la fortuna ad avere un ruolo nella vita?

Le paure streghe di Gabriella

Aggrapparsi – di Gabriella Crisafulli

Photo by Monstera Production on Pexels.com

Dopo il dolore arrivano le rabbie.

Si schierano sulla scacchiera e si muovono incuranti delle paure bambine che rimangono nude, rintanate in nascondigli misteriosi.

Per fare scacco al re vanno abbracciate, cullate, ninnate e poi esibite come meduse che pietrificano.

Le paure narrano chi eri e come sei diventata.

Le paure sono la forza per aggrapparsi al niente che rimane.

Le paure sono le streghe che danzano nel bosco: evocano il mistero di un futuro in attesa.

I nascondigli segreti della paura di Carmela

Catene di seta – di Carmela De Pilla

Photo by Joey Kyber on Pexels.com

Non voleva guardarsi dentro, sapeva che troppe strade tortuose lo attraversavano, catene di seta invisibili avvolgevano le sue paure che  lui custodiva con cura, sapeva che nascondigli misteriosi celavano verità sconosciute.

Quelle catene di seta stringevano fino a soffocarlo, voleva urlare la sua rabbia, ma rimaneva muto e l’inquietudine lo avvolgeva sempre di più.

Non voleva guardarsi dentro, togliere il velo poteva essere pericoloso, cosa avrebbe trovato sotto?

Silenzio, troppo silenzio.

Voleva aggrapparsi ai sogni, ma erano fragili per sostenerlo e cadeva ingoiato da paure misteriose.

Non voleva guardarsi dentro, troppa paura di verità ignote eppure quelle stesse paure gli tenevano compagnia, lo cullavano e in attesa che il sole sorgesse ancora guardava la luna.