La prima rosa

La prima rosa non si scorda mai – di Luca Di Volo

Un ricordo lontanissimo nel tempo ma non nel profumo che ancora mi penetra e quasi m’inebria.

In quel momento né io né lei conoscevamo nulla di quel che accadeva

Immaginatevi un adolescente…dodici. . tredici anni. . ? Non lo so più. Comunque un adolescente in villeggiatura, a Viareggio e il Bagno in cui passava le vacanze si chiamava (per l’appunto. . ) Bagno Amore. . Sembra un gioco di parole ma è la verità. . chi non ci crede vada a Viareggio e lo troverà perché esiste ancora. .

Sotto l’ombrellone accanto al mio passava le vacanze una famiglia di Torino , portando con sé la figlia. . una ragazzina come me…stessa età. . o giù di lì…

Insolito per un introverso e timido come ero io all’epoca, fatto sta che, in qualche modo facemmo amicizia. E l’iniziativa partì da lei…Ricordo che la cosa mi riempì d’orgoglio. . anche se per me lei era nient’altro che un costumino rosso …e di lei non ricordo quasi nulla. . . solamente il dolce parlare e due occhioni neri . . Due occhioni profondi che ogni tanto sorprendevo a guardarmi pensierosi…Invece io, superficiale come tutti (o quasi) gli uomini continuavo a trastullarmi nei soliti giochi più o meno infantili.  E avrei dovuto capire da allora che le donne sarebbero state sempre molti passi avanti a noi.  Però. . ora che ci penso meglio. . mi vengono in mente un dolce sorriso, e un corpicino graziosissimo e armonioso . . capelli neri con una frangetta sbarazzina…E la tenera pronuncia torinese, così leziosa , ma che in lei era affascinante. . E poi era esuberante. . sempre allegra. . le campane suonavano sempre a festa. .

La faccio breve. .

Prendemmo l’abitudine di fare il bagno in mare sempre insieme…e lì, un po’ distante e libera dagli occhiuti genitori. . non si curava molto di nascondere che stare con me le procurava una gioia che io , naturalmente, non capivo per nulla. . ma che mi faceva stare meravigliosamente…solo questo oscuramente intuivo.

In questo paradiso stava sopraggiungendo  la fine delle vacanze. . quando il sole mostrava appena l’ombra dell’autunno imminente. . facemmo ancora una volta un tuffo insieme…

Però questa volta successe qualcosa. . successe che lei mi prese una mano tra le sue.

Si capovolse l’universo.

Quelle bambine che fino ad allora consideravo solo uomini mancati e troppo rompiscatole per farle partecipare ai nostri giochi…erano diventate una rosa …fiorita in un attimo . Delicato e struggente. . in quell’istante quella rosa era sbocciata e non sarebbe mai più appassita. . Ci tenemmo per mano tutto il pomeriggio …. e avrei giurato che lei era più felice di me. . ma mi ricordo solo dei suoi occhioni bagnati dal sole.

Seppi solo più tardi che quello era il famoso “amore” di cui parlavano i poeti e gli scrittori…. ma nell’energia che sprizzò da quell’attimo e che ancora mi perseguita…sono sicuro che lo riconoscemmo tutti e due. . con l’anima. .

Come sono sicuro che l’unione cementata in quel microscopico angolo di tempo, non si è mai interrotta . .

E ancora continua . . basta che ci pensi.

Il giorno dopo la mia dolce compagna partì per ritornare a casa…e forse proprio per questo aveva voluto che qualcosa di lei mi rimanesse…e così è stato. Ed ancora lo è.

Avatar di Sconosciuto

Autore: lamatitaperscrivereilcielo

Lamatitaperscrivereilcielo è un progetto di scrittura, legata all'anima delle persone che condividono un percorso di scoperta, di osservazione e di ricordo. Questo blog intende raccontare quanto non è facilmente visibile che abbia una relazione con l'Umanità nelle sue varie espressioni

4 pensieri riguardo “La prima rosa”

  1. Il Luca che preferisco è questo, senza orpelli, quando ” si capovolse l’universo” è amore, amore, amore, che il tempo non ha cambiato nella delicatezza del cuore di ieri e di oggi

    "Mi piace"

Lascia un commento