E se invece….

L’altro Natale….. – di Mimma Caravaggi

E’ un altro Natale questo, l’altra possibilità, quello che poteva essere oggi se i miei genitori non si fossero separati quando noi bambine eravamo piccole.

Un ambiente familiare con i due genitori e le tre sorelle – Tilla, Gianna e Mimma – i cui veri nomi sono Maria Antonietta, Giovanna, Emilia. Come per incanto vedo tutta la famiglia fare le cose più semplici e naturali e la guardo come fossi alla televisione come  l’ultima e agognata puntata di una telenovela di successo. Stiamo festeggiando il  Natale , ci siamo tutti, i due figli di Tilla e i loro due figli per cui nipoti e bisnipoti. Man mano che arrivano ci si abbraccia e ci si sorride con tanta gioia presentando tanti regali che mettiamo sotto l’albero in attesa di aprirli dopo il cenone. Chiacchieriamo e ci raccontiamo tutte le cose più importanti successe in due tre mesi di distanza dall’ultima volta che ci siamo riuniti poiché siamo un pò sparsi in più regioni. Babbo e mamma vivono a Roma, Tilla e la sua famiglia abitano a Pistoia, io a Firenze e Gianna, che lavora per l’UNICEF è appena rientrata dall’estero per le vacanze di Natale con Claude, non li vedevamo dal Natale scorso. Io mi sono data da fare per preparare il cenone e sono piuttosto stanca ma niente mi impedirà di godermi la festa e soprattutto i nipotini. Per loro ho preparato un albero di Natale sfavillante ma con le candele di cera come si usava una volta creando un’atmosfera deliziosa e sorprendendo i nipoti persino quelli grandi. Le palle sono di due soli colori rosse e oro con un po’ di ovatta bianca a sembrare fiocchetti di neve e ai piedi dell’albero un piccolo presepio su una base di vero muschio ma con pochi elementi per non ingombrare troppo, bisogna far posto ai regali. Faccio mettere tutti i pacchi da una parte senza invadere il presepio e l’angolo diventa una montagnola colorata di carte e fiocchi deliziosi il tutto seguito dai gioiosi strilli di Francesco e Caterina che non vedono l’ora di aprirli. Devono però aspettare il momento giusto e non è facile tenerli a bada. Dopo i convenevoli li metto a tavola è ora di iniziare con gli antipasti, non troppi perché bisogna mangiare anche il resto. C’è un misto di brodo squisito che servo con i tortellini e parmigiano,  una grossa teglia con un prosciutto intero fatto al forno a legna con tante patate intere a formare una crosticina dorata fuori ma morbdine dentro metto in tavola anche il lesso che mi è servito per il brodo ma che in pochi mangeranno anche se l’ho fatto accompagnare con una salsa verde sfiziosa. A seguire insalata di puntarelle con aglio e acciuga e infine dolci tipici come il panettone, il pandoro il torrone al cioccolato con nocciole e tanti mandarini e arance succose. ovviamente in tavola ci sono acqua e vino. Siamo tutti satolli e contenti di essere riuniti. E ora finalmente segue l’apertura dei regali con tanta felicità dei più piccoli ma che anche i grandi non disdegnano.  C’è un regalo più o meno soddisfacente per tutti ma la festa più bella è guardare i bambini che scartano i loro regali tra strilli di gioia carte nastri e dolciumi e tutta la casa è in festa. Questa è l’altra strada che avrei voluto vivere almeno una volta.

La prima rosa

La prima rosa non si scorda mai – di Luca Di Volo

Un ricordo lontanissimo nel tempo ma non nel profumo che ancora mi penetra e quasi m’inebria.

In quel momento né io né lei conoscevamo nulla di quel che accadeva

Immaginatevi un adolescente…dodici. . tredici anni. . ? Non lo so più. Comunque un adolescente in villeggiatura, a Viareggio e il Bagno in cui passava le vacanze si chiamava (per l’appunto. . ) Bagno Amore. . Sembra un gioco di parole ma è la verità. . chi non ci crede vada a Viareggio e lo troverà perché esiste ancora. .

Sotto l’ombrellone accanto al mio passava le vacanze una famiglia di Torino , portando con sé la figlia. . una ragazzina come me…stessa età. . o giù di lì…

Insolito per un introverso e timido come ero io all’epoca, fatto sta che, in qualche modo facemmo amicizia. E l’iniziativa partì da lei…Ricordo che la cosa mi riempì d’orgoglio. . anche se per me lei era nient’altro che un costumino rosso …e di lei non ricordo quasi nulla. . . solamente il dolce parlare e due occhioni neri . . Due occhioni profondi che ogni tanto sorprendevo a guardarmi pensierosi…Invece io, superficiale come tutti (o quasi) gli uomini continuavo a trastullarmi nei soliti giochi più o meno infantili.  E avrei dovuto capire da allora che le donne sarebbero state sempre molti passi avanti a noi.  Però. . ora che ci penso meglio. . mi vengono in mente un dolce sorriso, e un corpicino graziosissimo e armonioso . . capelli neri con una frangetta sbarazzina…E la tenera pronuncia torinese, così leziosa , ma che in lei era affascinante. . E poi era esuberante. . sempre allegra. . le campane suonavano sempre a festa. .

La faccio breve. .

Prendemmo l’abitudine di fare il bagno in mare sempre insieme…e lì, un po’ distante e libera dagli occhiuti genitori. . non si curava molto di nascondere che stare con me le procurava una gioia che io , naturalmente, non capivo per nulla. . ma che mi faceva stare meravigliosamente…solo questo oscuramente intuivo.

In questo paradiso stava sopraggiungendo  la fine delle vacanze. . quando il sole mostrava appena l’ombra dell’autunno imminente. . facemmo ancora una volta un tuffo insieme…

Però questa volta successe qualcosa. . successe che lei mi prese una mano tra le sue.

Si capovolse l’universo.

Quelle bambine che fino ad allora consideravo solo uomini mancati e troppo rompiscatole per farle partecipare ai nostri giochi…erano diventate una rosa …fiorita in un attimo . Delicato e struggente. . in quell’istante quella rosa era sbocciata e non sarebbe mai più appassita. . Ci tenemmo per mano tutto il pomeriggio …. e avrei giurato che lei era più felice di me. . ma mi ricordo solo dei suoi occhioni bagnati dal sole.

Seppi solo più tardi che quello era il famoso “amore” di cui parlavano i poeti e gli scrittori…. ma nell’energia che sprizzò da quell’attimo e che ancora mi perseguita…sono sicuro che lo riconoscemmo tutti e due. . con l’anima. .

Come sono sicuro che l’unione cementata in quel microscopico angolo di tempo, non si è mai interrotta . .

E ancora continua . . basta che ci pensi.

Il giorno dopo la mia dolce compagna partì per ritornare a casa…e forse proprio per questo aveva voluto che qualcosa di lei mi rimanesse…e così è stato. Ed ancora lo è.