Tavolo verde da gioco

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Tavolo verde  – di Carla Faggi

Tavolo verde da gioco, quattro amici e noi.

Giaochiamo a burraco in sei. Uomini contro donne.

Non portate niente, il dolce lo faccio io!

E inevitabilmente abbiamo tre dolci e tre bottiglie di liquore.

Non dovremmo, cerchiamo di non ingrassare, la prossima volta non portate niente. Nessuno ci presta attenzione.

Gli uomini fanno la Mucumba, rituale per vincere.

Le donne posizionano sul tavolo bicchieri, piattini, dolci , salati, liquori.

Povero tavolo verde, chissà se c’è posto anche per le carte!

Risate, vinciamo noi! Si ma prima avete perso e di parecchio!

Serata conviviale sul verde.

Fiore verde

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Per Rossella e anche un po’ per Proust – di Cecilia Trinci

Un fiore verde tra i bicchieri, un portafiltro per giocare con il the. E’ arrivato ieri sera in un pacchetto timido che mi hai messo in mano in macchina, mentre si andava a teatro.  “Ci voleva una cosina verde” hai detto soltanto, per sdrammatizzare l’affetto con cui me lo donavi e per ricordarmi i nostri martedì  di scrittura, ispirati al colore verde per queste settimane di marzo.  A Teatro ci andiamo insieme ormai ogni venerdì  e questo breve tratto di strada ci fa bene, tra chiacchiere buffe all’andata e critiche benevole al ritorno. Ci accende per un paio d’ore  e ci fa dormire più contente, stuzzicando di riflessioni un sonno che altrimenti sarebbe lento di acciacchi e malinconie.

Sta per finire questa avventura proustiana. Abbiamo ascoltato parole che non avremmo mai pensato di sentir leggere, da protagonisti ogni volta diversi che hanno mischiato quello che si conosceva o che hanno completato vuoti che non sapevamo di avere,  lasciandoci  con lo stupore che si provava qualche volta da ragazze. Sta per finire questo aspettare un appuntamento, questo ascoltare in silenzio seduti accanto, questo cercare negli  sguardi gli amici che per attimi impercettibili  ci rassicurano del loro esistere. Sta per finire il freddo della sera, le sciarpe avvolte con cui affrontare la notte, il ritorno, le ultime risate mentre scendi dalla macchina, il rientro a casa con il gatto che ci viene incontro.  Sta per finire l’inverno. Sta per arrivare il verde dei prati, la rincorsa delle nuvole sui fiori.

Sventola il verde

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V E R D E  – di Rossella Gallori

Sventola leggera, disegnando strane ombre sul  prato, ancora coperto di neve,  questa mia bandiera d’ organza.

Seta leggera, trasparente, raggiungibile, lisa, ma fiera.

Consumata dentro, scrivo un colore, scopro un sentimento, cerco di raccontarlo…..

Ho freddo, un freddo di rabbia, che nessuna coperta, potrà scaldare.

Cerco di ritrovare, quella piccola fiamma smeraldo, quel piccolo punto verde, che è stata la mia partenza.

Inizio un altro viaggio, lento, crudele spesso, confortante ….a volte.

Non ho con me quel che serve, mi affido, stupida, alla speranza ed al suo colore…..un piccolo zaino, pesanti pensieri….

Lentamente, snocciolo un rosario, d ‘ambra, rubato al mare, parlo di te, con te da sempre, so che mi ascolti, nascosto, per gli altri, ma non a me….

E dalla mia piccola scatola di velluto verde, come per magia escono ricordi, che non so arginare:

Un campione di taffettà “verde luna”

Un paio di ciabattine di paglia, verde acqua.

Un ombrellino di carta con il manico di legno color muschio.

Un piccolo anello d’oro, che una fragile goccia di smeraldo, aveva reso unico.

Un foulard firmato, volato a me, pagato un bacio, niente di più, erano anni verdi, quelli.

Un vestito, da lavoro, stretto ed odiato, di  un verde veronese, colmo di rinunce, pesante come il marmo.

Un paio di orecchini della mamma ”te li do ma non li perdere”. Un verde cadmio che sapeva di lei.

Una cravatta verde bottiglia……e chi se ne frega se è da maschio…..via il reggiseno, ed era il”68”.

Un vestito, da sposa, che non volli bianco, verde, rosa….solo mio, trasparente…

Due occhi, verdi che il tempo ha reso color tabacco, i tuoi, amore mio, figlia del mio amare.

Questa tazza di caffè, che scotta e consola, questa notte insonne, color bile, che voglio dimenticare…..

Fuggo stamani, dal verde, e nel verde mi ritrovo, tra mille sfumature, ho fatto un piccolo viaggio….riprendo la strada….

Un cappello di lana verde.

Un ombretto, opaco, vede salvia.

Una penna che dovrebbe scrivere….verde , ma si vergogna.

Un po’ di rosmarino…….una caramella di menta …..un quaderno nuovo…..e silenzio…..ora passo io….ricomincio ……un semaforo verde……