Storia di Nadia da un frammento di Neruda: fu cielo passeggero

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FU CIELO PASSEGGERO – di Nadia Peruzzi

Fu cielo passeggero ad accogliere il loro amore clandestino. Era esploso come un uragano estivo, di quelli che non ti aspetti, e ti trascinano lontano. Due occhi si incontrarono, poi furono mani intrecciate, baci appassionati, una intesa sessuale come nessuno dei due aveva mai sperimentato prima. Un viaggio in treno li aveva fatti incontrare. Destino, coincidenza, chissà. Stesso treno, stessa direzione, posti uno di fronte all’altra. Si riconobbero dal primo sguardo. Come se si conoscessero fin dalla notte dei tempi. Le affinità emersero pian piano. Iniziarono una conversazione da pendolari, lei una broker che si occupava di finanza, lui un tecnico di centrali idroelettriche addetto a manutenzioni continue. Quanto di più diverso non poteva esserci. Eppure. Eppure. Fili sottili, invisibili ad ogni parola tessevano una ragnatela che li avvolgeva sempre più. Erano solo loro, come se il resto delle persone attorno fossero sparite in un colpo. Portavano anelli che raccontavano di impegni e rapporti importanti, ma mentre si infittivano parole fra loro e occhi persi in quelli dell’altro, ognuno di loro era solo, sigillato in quel presente inatteso. Cenare e passare poi la notte insieme venne naturale ,come se niente altro ci fosse da fare per loro due in una serata di un marzo che già sapeva di estate. La cena corse via veloce. La notte, in hotel, non li vide dormire nemmeno un attimo .Avevano altro a cui dedicarsi ,e il tempo lo sapevano non era infinito. La mattina arrivò a dividere chi era stato una cosa sola per una notte. Si accorsero quando se ne andarono ciascuno in un taxi, e verso destinazioni diverse, che nemmeno una volta si erano chiamati per nome. Nessuno dei due aveva pensato di chiederlo all’altro!!

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Autore: lamatitaperscrivereilcielo

Lamatitaperscrivereilcielo è un progetto di scrittura, legata all'anima delle persone che condividono un percorso di scoperta, di osservazione e di ricordo. Questo blog intende raccontare quanto non è facilmente visibile che abbia una relazione con l'Umanità nelle sue varie espressioni

2 pensieri riguardo “Storia di Nadia da un frammento di Neruda: fu cielo passeggero”

  1. …AD OGNI PAROLA TESSEVANO UNA RAGNATELA..

    Due ragni che sanno cogliere l’ attimo per farne qualcosa di concreto

    intrigante, non volgare, breve ed…intenso… molto intenso…..

    mi ripeto la Nadia che preferisco ..senza dove….che giorno..che anno…che ora…

    a proposito, scusa che treno era?🤔😉

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  2. Ho poco tempo per un commento più approfondito ma ho il tempo per dire : bella storia Nadia! ….il nome a volte non conta!

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