L’uovo di pietra e la gallina di ferro – di Stefania Bonanni

Dice che chi nasce tondo, non morirà quadrato. D’altra parte, è una fortuna che l’uovo sia rotondo, soprattutto guardando la faccenda dalla parte delle galline.
Il mio uovo perfetto, delle dimensioni di uovo di gallina mugellese, è bianco e sembra farinoso, al tatto non è freddo come ci si aspetterebbe una pietra, e forse ha trattenuto un po’ del calore che ho trasmesso le mille volte che l’ho tenuto in mano, e magari l’ho anche così levigato. So che non è possibile: è un sasso…Però potrebbe anche essere uovo, frutto di pietra partorito da una montagna enorme, consumata da migliaia di secoli di vento e pioggia, montagna che spera nell’uovo del futuro, nella rinascita in altra dimensione. Non è certo idea originale, ma davvero ogni sasso mi fa pensare alla provenienza, alla grande massa che l’ha lasciato andare, senza sgretolarsi, mantenendo il vuoto dove c’era il sasso, ma restando salda e accogliente.
Ho poi toccato con attenzione anche la mia gallina di ferro, pensando che una gallina di ferro, potrebbe partorire un uovo di pietra. Potrebbe essere una bella storia. Se non fosse che, per la prima volta dopo anni di convivenza, mi accorgo che ha i bargigli…È un gallo….







































