Un pezzettino di vita nella piazza di Lucia

Piazza – di Lucia Bettoni

foto e disegno di Lucia Bettoni

Difficile
Difficile
Questa piazza per me oggi
Chissà…
Comunque nella mia piazza vorrei incontrare delle donne e a ognuna di loro vorrei chiedere: parlami di un pezzettino di vita, non andate troppo indietro, non voglio la vostra infanzia e nemmeno la vostra adolescenza
Parlatemi di un pezzettino della vostra vita di donne
Perché è così difficile parlare di oggi, di ieri, di un passato non troppo lontano e perché invece è così facile parlare sempre dell’inizio della vita? Perché è anche così difficile parlare del futuro?

Si donne care, vorrei sedermi in cerchio insieme a voi e sentirmi proprio insieme a voi
Vorrei ascoltare dei vostri amori e dolori
Vorrei ascoltare di quello che avete costruito o di quello che avete dovuto distruggere

Guardiamoci negli occhi
Prendiamoci per mano
Sentiamo il calore della nostra pelle e del nostro sangue

Avete avuto un figlio?
Parlatemi di lui
Si, vorrei sentirvi parlare dei vostri figli
e se non avete un figlio parlatemi di amore e di progetti
Oppure
Quale episodio BELLO vi viene in mente di questa lunga vita vissuta?
Per favore però non andare troppo indietro: dieci, venti ,trenta anni fa o anche domani o anche FUTURO

Voglio pensare che tutte , proprio tutte abbiamo una stella dentro
Questo pensiero mi fa sentire MONDO
mi fa sentire mondo caldo
Soffiamo insieme e accendiamo
la SPERANZA

Piccolo scherzo di Cecilia

Un ricordorimpianto – di Cecilia Trinci

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Piazza mia bella piazza qui ci passò una leprina pazza

Le dita leggere passano sul palmo aperto della manina, che aspetta il resto della storia, ogni volta come fosse la prima.

Questo la vide

Il pollice si attorciglia leggermente su se stesso e prova un sottile piacere solleticante, tondo e grassottello, sempre attento e pronto.

Questo le corse dietro

L’indice snello un po’ più lungo del primo si sente importante, più grande, più furbo. Non perde un particolare, indica e giudica, cerca e accusa

Questo l’acchiappò

Tronfio, protetto, il dito medio sa di essere ganzo, di non perdere mai, infallibile e forte, protetto dagli altri in pari misura, si limita a stringere, a lavorare in sincrono..

Questo la cucinò

Eccolo lì l’anulare saggio, il dito degli anelli, fortunato e silenzioso, appartato nei suoi privilegi di dito ricco e adornato. Lui sapientemente  produce, realizza, condivide

E questo più piccino ….la mangiò

L’ingiustizia del fratello minore che strappa via le cose, le mangia, le possiede. Un piccolino solo apparentemente fragile, che vince su tutti, con lo sguardo tenero del furbetto.

La piazza di Patrizia che dice e non dice

Mettere in piazza – di Patrizia Fusi

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Vorrei avere il coraggio di parlare nei gruppi o piazze che io frequento degli arrivi sulle nostre coste dei migranti, vorrei poter capire per quale motivo tanta umanità scappa dai loro paesi, quali sono le cause.

Mi danno fastidio alcuni luoghi comuni e non mi va di accettarli, mi sento in difficoltà perché mi sembra che  la maggior parte delle persone vorrebbe chiuderli tutti fuori.

Mi sento in difficoltà perché forse anche io ho paura del diverso.

Perché non vedo soluzioni.

Perché anche io voglio poter mantenere alcune piccole sicurezza e non divederle con altri?

O perché fanno paura?

Incontro in piazza per Sandra

Incontro – di Sandra Conticini

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Mi siedo sulla panchina a leggere il libro nella piazza vicino a casa sempre ombrosa, tranquilla e fresca in questa estate torrida e afosa.

Ecco che la calma viene interrotta dall’arrivo di una famiglia di peruviani che iniziano a fare un picnic, arrostiscono wurstel, bevono vino e musica a tutto volume. Eh no…e meno male che non c’era nessuno penso, proprio oggi no!!! 

Vado dalla parte opposta e mi siedo su un’altra panchina, ma ecco che, dopo poco, arriva una signora un po’ anziana molto curata, capello bianco ben tenuto, orecchino vistoso che si siede accanto a me.

Penso: ma qui non c’è pace! Percepisco che vuole attaccare bottone.

Non faccio in tempo ad alzare la testa che mi dice:- Ma lei sta in questa zona?

Certo! Rispondo, qua dietro.

Anche io, vengo tutti i giorni a fare una giratina qui, c’è sempre molta pace, ma oggi con questa musica e con questa aria di carne arrostita mi verrebbe voglia di andare a casa, ma poi cosa faccio? Sono sola. Anche se sto da tempo in quel condominio non conosco quasi nessuno. Mi sembra di essere un fantasma perchè i giovani sono  di corsa e, nonostante l’età, li devo salutare io e spesso neppure mi rispondono, ma dov’è finita l’educazione?  Gli anziani, invece, stanno chiusi in casa e non aprono se suonano il campanello, per paura di essere derubati.  Mia figlia la vedo poco, ma meglio, tanto quando viene è tutta una discussione, mi fa sentire una rimbambita, ma lei non lo sa, faccio finta di esserlo, ma ancora non lo sono. I nipoti  li vedo  raramente, sono grandi e non hanno più bisogno di me, forse si sono dimenticati anche che esisto. La vecchiaia è brutta e da soli  ancora peggio.

No signora non deve dire così, lei è una persona fortunata perchè ha una casa, una famiglia che sicuramente, anche se li vede di rado, le vogliono tutti molto bene e quando avrà bisogno ci saranno tutti . Allora rimpiangerà i momenti di solitudine. Perchè anche la solitudine ha qualcosa di positivo, fa quello che vuole e quando vuole senza dover chiedere niente a nessuno… le sembra poco?

Sa che non ci avevo mai pensato? Ha proprio ragione, cercherò di non farmi prendere più dalla malinconia, la ringrazio per avermi ascoltato. Ora torno a casa più serena e  penserò a quello che mi ha detto.

Mi sono avviata verso casa più tranquilla e,  pazienza se del libro avevo letto solo dieci righe in tutto il pomeriggio!

Piazza in ansia per Luca

Appuntamento – di Luca Miraglia

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…è mezz’ora che cammino intorno a questa piazza e sono disorientato… eppure era chiaro che lei mi dovesse aspettare all’angolo tra la piazza e il vicolo… la cerco ma non c’è: incontro solo rari passanti infreddoliti, lampioni dalla luce smorta e panchine vuote… giro in tondo, forse ho capito male le indicazioni…

Sale l’ansia di non arrivare o che lei non arrivi nonostante la dichiarata voglia di regalarci la convivialità di una cena per il piacere di condividere un tempo dialogante e rilassato…

Che ansia…

La piazza è un circolo buio.

Ora provo a girare a destra invece che a sinistra: le luci di un locale, lei sulla porta che sorride mentre mi avvicino con lo sguardo stralunato.

L’ansia si scioglie in un sorriso e la piazza si riaccende, il vicolo si accende, il suo sguardo si accende: stasera sapremo veramente di noi.