Marzo – di Stefania Bonanni

Zitto, piove.
Frizza, l’acqua di marzo, sulla pelle fredda schiaffeggiata dal vento della neve vicina.
Frizza sugli alberi pieni di gemme, combattuti dal trattenersi o dall’,esplodere di fiori. Parte di un mondo cambiato, ormai sconosciuto. Era una grande certezza che dopo l’inverno venisse ia primavera. Certezze non ce ne sono più. Lo sanno le mie rondini, arrivate venerdì con le ali piene di chilometri e di muscoli. Pronte per volare nei nostri cieli, per disegnare le nuvole di note musicali, cerchi magici e parole che non sappiamo leggere. Le abbiamo viste arrivare, e poi più. Speriamo siano nel nido al caldo, che c’è la facciano. O dovremmo impedirne la partenza?
Frizza marzo, con quella zeta dolce ma tagliente, sveglia dal letargo. All’inizio dell’inverno, quando non si sa né come sarà, né quanto durerà, si rimanda a marzo tutto quello che non è urgente. Una specie di mantra: a marzo, a marzo..che significa: se ce la faremo, se lo vorremo ancora fare, se ci sveglieremo, se il principe ci bacerà, se, se, se…… Poi passa l’inverno, e non è cambiato nulla, purtroppo e per fortuna…e ci si affida a quel frizzantino che nonostante tutto entra sotto le gonne, come se il sangue diventasse gassato, gassantino, inutile resistere, inutile mettere sempre e solo pantaloni, inutile tagliare quei rami carichi di gemme, rispunteranno, nasceranno nelle orecchie, e saranno capaci di sentire di più, spunteranno tra i capelli, saranno fantasie colorate e pensieri d’amore. Saremo di nuovo primavera, a marzo.
Marzo difficile, crudele, spesso tempestoso, allegro, colorato, vario, pazzo…..ci “sveglia dal letargo” ci prende per mano in girotondo….anche quest’anno, per nostra fortuna
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Vero Stefania, nonostante tutto alla primavera non si può resistere.
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