Il campo verde

Eppure eravamo felici – di Cecilia Trinci

foto di Cecilia Trinci acquarello di Tina Conti

Quando mi occupavo di sport sostenevo spesso che gli obiettivi non hanno un valore particolare di per sé, ma lo hanno per la strada che ci spingono a percorrere. Quando accompagnavo i miei atleti alle gare la cosa più bella erano i giorni di allenamento, le motivazioni che trovavo per noi, la squadra che insieme voleva raggiungere un traguardo. Dicevo sempre “chiunque di voi avrà successo lo avrà non solo per se stesso ma per tutti noi, per il nostro impegno, per la bandiera che insieme portiamo”. Erano belli i giorni di battaglia, di ricerca dei limiti per superarli, il sentirsi migliori di come credevamo di essere tutti quanti. Poi veniva la gara, ma quanto era secondaria! Le foto conservate sono delle gare è vero, ma guardandole anche nel ricordo prendono vita le giornate di allenamento, di fatica, di risate, di complicità. E i viaggi per arrivare ai luoghi, il treno con le cuccette dove nessuno ha dormito per andare a Parigi, l’aereo di cui qualcuno aveva paura per andare a Birmingham e l’autista ubriaco che ha tentato di ucciderci tutti sull’autostrada per portarci all’albergo……E i personaggi strani come la “nonna Abelarda” dei primi meeting, con cui in poche ore, però, si diventava amici speciali.

Risate e risate sono quelle che si ricordano. Risate da star male per un nulla.

 Ma anche  combattere  fino all’ultima freccia e   il coraggio di litigare in una lingua straniera per affermare un nostro principio, per avere giustizia. E ottenerla. Eppure siamo stati felici. Sembra strano pensarci oggi, sotto questa cappa di pensieri funesti, sotto questa coperta di piombo che ci rallenta il pensiero, il progetto, il sogno.

Eppure siamo stati felici.

E anche oggi che racconto storie e le faccio raccontare il percorso è più importante dell’obiettivo. Per preparare una giornata di incontro, per pubblicare racconti rovisto nelle cartelle di fotografie. Matite 2013….Matite 2015….Matite 2017 e 18 e 19……. rivedo foto e vedo occhi, espressioni….eppure contano a volte anche più delle parole, delle storie.

Eppure eravamo felici.

Quante strade abbiamo percorso. E quanto verde abbiamo visto.

Non guardavamo dove puntare, non guardavamo l’arrivo ma il viaggio, i prati verdi, le case, gli alberi, i nostri visi….invecchiavamo insieme senza saperlo, senza volerlo……Ridendo.

Un pensiero sui cappelli

di Cecilia Trinci

Vi ringrazio dello scoppiettio dei vostri cappelli, di come vi siete preparate, mostrate, messe in gioco. Parlo al femminile perché le donne hanno giocato di più, ci hanno creduto, si sono esposte. Come sempre con gioia e coraggio leggero. Grazie dei pensieri che ne sono venuti fuori, alcuni solo detti quel giorno e non scritti, ma che comunque si sono rivelati….