
La pioggia prima che cada – di Cecilia Trinci
Preparo l’incontro del giovedì per tutta la settimana.
Prima la mente si posa su piccole cose, su parole che passano, le intrappolo in un retino invisibile, afferro fantasmi, residui di sogni, briciole di foto, immagini spezzettate, che tremolano qua e là, posandosi più o meno a lungo.
Scarto il troppo, il cupo, il personalismo e l’autobiografia, l’incomprensibile e il complesso, il troppo semplice e l’assurdo
Resta qualcosa nel retino.
Allora comincio a leggere, a rileggere, a cercare. Non trovo mai tutto subito.
Cerco oggetti, mi smarrisco, mi ritrovo, mi convinco.
Poi dimentico tutto e ricomincio e cerco, nuovamente, senza trovare.
Il tempo stringe, leggo, rileggo.
Alla fine è l’idea che mi colpisce, che mi trova. Non sempre so da dove arriva.
Assonanza? Somiglianza? Scontro involontario? Sono scivolata sull’idea che è sempre stata lì?
Non lo so, ma….
Mi acquieto, soddisfatta, serena, calma. Il vento cala, l’ansia si spenge.
Anche giovedì pioveranno scintille
…..ed il giovedì piovono scintille e tu sei il ” mago della pioggia”
…e niente è impossibile per te….( grazie prof Vecchioni)
…MI SMARRISCO, MI RITROVO, MI CONVINCO….
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grazie
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Una bella pioggia!
Grazie Cecilia
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sembra niente ma si sa che c’è un gran lavoro dietro, perché è più difficile di quanto sembri accogliere un’idea che ti viene a trovare….
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