Solo ciò che torna ti appartiene – di Stefania Bonanni

Solo cio che torna ti appartiene. Cio che se ne va se ne doveva andare.
Nulla succede per caso, e sempre molto ho dovuto lasciar andare. Mi sento allenata e soggetta a dover lasciare andar, ed il mio impegno e’ farlo con leggerezza. Cercare ogni volta una leggerezza più chiara e più leggera, che sia nitida, che non nasconda, ma che non pesi sui pensieri di domani. Siccome nulla succede per caso, ultimamente ho lasciato andare:
– la casa dove ho vissuto, credo, gli anni più belli, quelli dei figli piccoli che crescono belli e buoni. La casa dove tutto era opera mia. Ogni chiodo, ogni disegno, ogni frego, ogni ninnolo, ogni libro, ogni giornale. Sembrava ad un certo punto ci avessi vissuto solo io. Ogni fiore, ogni pianta, era frutto delle mie ore, spese così, in serenità . Preparando le scatole per il trasloco, ho dovuto imballare così tanti libri, che ho capito subito che avrei dovuto rinunciare ad una parte. Ad un certo punto, sembrava non avessero fine, sembravano vivi, uscivano da sotto i letti, da dentro gli armadi, dai mobili. Erano i miei pensieri, le fantasie, la curiosità, le risposte cercate ed a volte trovate. Mai avrei creduto fosse così difficile, lasciarne andare una parte. Come decidere di abbandonare chi comunque mi aveva accompagnata, magari in un momento difficile. Magari in uno di quei momenti in cui altri si erano alleggeriti di me, ed io avevo trovato riparo in parole e pensieri più profondi dei miei. Spero di riuscire a fare a meno di quello che non troverò più, se lo cercassi.
– gli abiti. Ho scoperto, e non ne ero proprio consapevole, di avere molti abiti. Testimoni di una vita che non è più quella. Quando la vanità era prepotente ed assecondarla la via più facile. Armadi pieni di vestiti belli e firmati, che mi sono piaciuti tanto e che mi hanno fatto sentire a posto, vestita bene, nel tentativo di fermare quell’ insicurezza che ti fa sentire sempre sbagliata e fuori luogo. Una vita fa, quando camminavo dritta ed a passi veloci. Una vita da lasciare andare, insieme ai vestiti belli ed alle scarpe col tacco. Questo è un altro momento. E’ tempo di cose essenziali. Di quelle che facilitano, non di quelle che fanno sembrare. Voglio essere più minima, mi riprometto di diminuire le cose.
– invece non lascerò andare gli amici, quelli a cui voglio bene e che non mi sono parenti, per caso. Non lascerò andare chi mi ha strizzato l’ occhio mentre raccontavo di andare in ospedale, come dire : lascia stare, passerà e ci saremo.
– Non lascerò andare il sentimento, che si e’ moltiplicato, non dimezzato, ogni volta che mi ha lasciato per sempre chi mi ha reso sola, Non credo mi appartenga cio che torna indietro. O forse si. Ho sentito mani sulle spalle, quando ho alleggerito il dolore, l’ ho chiamato vita. Ho scavato dentro, e con quello che ho trovato ho riempito il fuori.
Ma non me interessa che il sentimento ritorni, mi basta averlo vissuto.
voglio essere minima .È tempo delle cose essenziali . È il tempo di non lasciare i sentimenti ma di moltiplicarli . Vivo e condivido molto di ciò che mirabilmente hai descritto.
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ogni frase è un dipinto, di quelli che hanno mille pennellate di mille colori diversi…bello come tutti i tuoi scritti…
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Vita vissuta, pensieri profondi, bello
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Molto bello.Necessità ,capacità, sofferenza nel dover lasciare…gioia nel sapere che appigli si trovano talora anxhe quando meno te lo aspetti..Bellissimo .Una pittura di interni e di sentimenti.
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” sembrava tutto opera mia”
lo era , lo è, lo sarà…
bellissimo il: non mi importa che il sentimento ritorni, mi basta averlo vissuto.
generoso, coraggioso, miracoloso, come la moltiplicazione dei sentimenti…..
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