I TRE CAPPELLI! – di Nadia Peruzzi



Le scarpe con i tacchi , su quel viottolo di campagna, tutto meno che adatte. Il cappello grigio col fiocchetto arancione a quel punto sembrava uno scherzo di cattivo gusto, malgrado lo avesse pagato poco meno di un lingottino d’oro in quel negozio à la page su Bond Street.
L’ultimo appuntamento di quella giornata uggiosa l’aveva portata fuori Londra, nel Devon regno di brughiere, nebbia, pioggerellina fastidiosa e muretti a secco a non finire. Tutta roba che a Tina faceva venire l’orticaria.
Fare la escort al bisogno mica doveva voler dire ritrovarsi in quel posto in culo al mondo, circondata dal fetore delle cacche di pecora. Era una da sfarzo e lusso lei. L’agenzia doveva aver sbagliato.
Puzzava di capra mista a pecora anche il palazzotto dove doveva andare.
E il vecchio bavoso che le aprì la porta, faceva ribrezzo. Sir Henry un vero cesso, con la sua giacca da casa logora e tutta macchiata da porridge maldigerito!
La fuga fu l’unica cosa a cui pensò!
Si trovò subito in difficoltà. Il male ai piedi era lancinante dopo appena tre passi. Un dolore sordo che arrivava diritto al cervello.
Il buio pesto e la nebbia le impedivano di capire dove stava andando. Individuare la strada che il taxi aveva fatto per portarla fino a lì una impresa senza successo!
L’umidità le entrava nelle ossa. Persino il cappello ne era così impregnato da diventare un peso.
Che gran voglia di bestemmiare, si disse!
Ma era dotata di un autocontrollo invidiabile e andò avanti stoicamente fra merde di capra , sassi e fango!
Sentì un rumore sferragliante dietro di sé, mentre una lucettina fioca cercava di bucare quella muraglia di nero che aveva davanti.
Vide arrivare sir Henry con una coppola grigia in testa e un mantello cerato, che ad ogni pedalata sventolando faceva pensare più ad un grosso pipistrello che ad un signorotto di campagna.
Non voleva perdere la serata, le disse. L’agenzia gli aveva promesso una serata di follie e di sesso estremo con la Tina e non se la voleva far scappare, tanto più che aveva speso un capitale per quella notte , per giunta in anticipo !
Bloccò la bici e cominciò ad inveire contro Tina. Poi prese a strattonarla sempre più forte.
Lei gli tirò una scarpa in testa, ma il vecchio Henry aveva trovato energie che non credeva di avere, e non mollava.
Non voleva rinunciare alla scopata del secolo, questo aveva letto sul sito dell’agenzia alla voce Tina!
IL tipo le si era avvinghiato come un pitone. Non riusciva a districarsene. Tina fu trascinata nel fango e il cappello le volò via dalla testa.
Dal buio emerse un cavallo. La salvezza, sperò Tina!
Qualcuno saltò giù e cominciò a dar botte al vecchio puzzolente, in modo che allentasse la presa.
Tina riuscì a rimettersi in piedi. Toccò per terra per recuperare il suo piccolo tesoro di panno. Al buio raccolse un cappelluccio da fantino, sformato e di poco prezzo, ma non il suo.
Lei ci stava attenta a queste cose, anche nelle situazioni più improbabili, come quella. La escort la faceva al bisogno, ma l’abitudine di dare un prezzo alle cose ce l’aveva nel sangue da sempre.
Nel groviglio di corpi che aveva davanti , in quel buio, non distingueva il proprietario del cavallo e del cappelluccio con la tesa.
All’ultimo pugno preso sul naso, sir Henry si decise a salire sulla sua bici per tornare alla sua tenuta. L’epica scopata era finita con una ancor più epica scazzottata e alla sua età non poteva reggere oltre!
La coppola grigia rimase ramenga fra fango e cacche di pecora. Non ci pensò un attimo al cappello, il fugone era ciò che ci voleva in quel momento!
Tina, in piedi, aspettò che il tipo del cavallo si girasse. Era alto, Non si aspettava quegli occhi neri e quei capelli corvini che dicevano saltami addosso .
Lui la guardò.
Più che una donna era una maschera di fango, con i capelli in ciocche scomposte , senza alcuna forma e appiccicate alla testa.
Lei ci provò a lanciargli uno sguardo fra il languido e il porco, del tipo prendimi qui, prendimi ora e non ne faccio nemmeno una questione di prezzo!
Ma lui si limitò a prenderle il cappello dalle mani per rimetterselo in testa, non vide o fece finta di non vedere quegli sguardi provocanti.
Disse di chiamarsi Tom. Era il factotum del signor Pickwick che abitava nella tenuta vicina a quella di sir Henry.
Chi fosse lei lo aveva capito bene. L’agenzia l’aveva contattata lui, sir Henry non aveva avuto il coraggio di farlo di persona.
Tom la guardò con pietà mista a disprezzo, anche se in quella notte buia e disgraziata fu il primo sentimento ad avere la meglio.
Fece salire Tina sul suo cavallo . La portò nella sua casa che era ai margini della tenuta di sir Henry.
Tina passò oltre un’ora in bagno per togliersi tutto il fango e la puzza che aveva addosso.
Tom le passò degli abiti comodi, da uomo. In quella casa non c’era altro.
Tina si sentì rinascere. L’attendeva una bella tazza di tè fumante che le tolse l’ultima traccia di freddo che le era rimasta addosso.
La colpì l’aroma di tabacco Kentucky e whiskey Glenmorangie che aleggiava in casa. Tom la guardava senza ombra di giudizio. La guardava con disinteresse freddo, tanto che dalla sua bocca uscì secco solo questo: “ Domani mattina sveglia ore 9. La accompagno alla stazione dei taxi. Così potrà tornare a Londra. La camera per gli ospiti è quella alla sua destra. Spero di non rivederla più da queste parti!Buonanotte!”
Accanto alla pipa ancora calda rimase quel buffo cappello un po’ floscio e cencioso che Tina avrebbe ricordato per molto tempo, insieme al bel tenebroso a cui l’avrebbe anche data gratis. Si era fatta un film , ma il lieto fine non era arrivato. Tom non era uno di quelli! Lui, scopava solo per amore!!.
“Le scarpe con i tacchi , su quel viottolo di campagna, tutto meno che adatte.” Uno splendido incipit da manuale. Apre un mondo, una fantasia, una realtà parallela in cui ci piace perderci
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Una Nadia, insospettabile, una scrittrice hard, che non nasconde ma rivela, usando le cose con il loro nome, chiare…limpide.
Ho capito che sarebbe stato un viaggio di piacere da ” in quel posto in culo al mondo” alle varie ” scopate”…..
un’ attenta viaggiatrice che ci fa conoscere il ” Devon” in tutte le sue sfaccettature💃…..perfetto🤪
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