Scegli un cappello: Copricapo da gran freddo di Nadia

Cappello da aviatore – di Nadia Peruzzi


Scese dall’aereo monoposto e affondò nella neve ai primi passi fuori dalla piccola pista.
Era alto. Un Vichingo fatto e finito! Il Grande Nord la sua dimensione e la sua casa.
Un mondo dalle ombre lunghe e dalle notti infinite, alternati a giorni in cui la luce incendiava tutto.
Era il postino del piccolo villaggio di Stokmarknes. Da quelle parti .fra un’isola e l’altra si viaggiava in nave, motoscafo o con piccoli aerei come il suo.
Aveva scelto quel mezzo perché gli piaceva guardare dall’alto quell’intrico di fiordi e isole che rendevano unica la sua Norvegia. Fare a gara con i gabbiani che sfrecciavano vicini al suo velivolo l’unico diversivo alla monotonia delle sue giornate e delle sue consegne.
Ogni inverno indossava quel cappello verde con la pelliccia dentro e il paraorecchie. Un po’ per scaramanzia, un po’ tanto perché lo riparava dal freddo come nessun altro tipo di cappello sperimentato prima di trovarlo in soffitta, sotto una pila di ferraglia e arnesi da lavoro di suo padre.
Il freddo da quelle parti si insinuava come una lama tagliente e solo con quello riusciva a evitare di beccarsi una paresi da temperature esageratamente sotto lo zero. Una volta gli era toccato farci i conti e superarla non era stato per nulla semplice.
Per portare la posta a volte doveva fare slalom fra ghiaccioli alti quasi come lui. Dove c’erano alberi spesso erano come stalattiti che creavano barriere di cristallo impenetrabili.
Era un cappello malconcio. Sua moglie glielo diceva tutte le sere di cambiarlo e di comprarsene un altro.
“ Mi ci sono affezionato! Ha una storia. Era di mio padre, ricordi? Lo portava durante la lotta partigiana contro i nazisti. Non posso disfarmene. Ha attraversato con lui un periodo terribile e gli ha portato fortuna. Spero riesca a far lo stesso con me!”
Quando bussava alle casette di legno dai mille colori che rompevano la monotonia del lucore della neve ,tutti lo riconoscevano per la stazza e per quel buffo cappello da aviere della Grande Guerra di Liberazione.
Era uno di famiglia anche per quello.I loro padri avevano fatto parte della stessa brigata del suo.Molti non erano stati altrettanto fortunati. Forse quel cappello aveva un potere particolare,pensava ogni volta. Chi lo indossava,anche vecchio,logoro e spelacchiato, diventava invincibile.

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Autore: lamatitaperscrivereilcielo

Lamatitaperscrivereilcielo è un progetto di scrittura, legata all'anima delle persone che condividono un percorso di scoperta, di osservazione e di ricordo. Questo blog intende raccontare quanto non è facilmente visibile che abbia una relazione con l'Umanità nelle sue varie espressioni

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