Mi piacciono le persone ferite, quelle che hanno paura. Mi piacciono perchè pensano di non essere speciali, e invece non sanno che sono le migliori. (Vasco Rossi)
Mi piacciono le persone ferite ( perché sono come me) – di Rossella Gallori
Scorreva il sangue, lento, né rosso né blu, violaceo grasso e viscido, come un cielo incazzato, come un ramo spezzato, come parole morte in gola.
Paura sempre .
Ed un giorno fui fagotto, pacco, cubo di polistirolo, ferma in un deposito postale, senza destinatario, senza mittente, la stanza buia senza finestre, non illuminò lo spago sfilacciato, il timbro sbiadito scaduto da anni ed incolore.
Poi una voce, quasi un canto: Mi piacciono le persone ferite…
Mi sento viva per un attimo, ma la porta non si apre e la giovane infermiera delicata e bionda, si allontana ignorandomi, cerca ferite più semplici, meno profonde.
Nessuno vede la vecchia scritta: PACCHI NON RITIRATI.
Ed io giorno dopo giorno, scado ma non cado ed aspetto, senza sorrisi di zucchero, senza lunghi capelli da far ondeggiare, senza tacchi, senza trucchi.
Speciale è chi sa, chi è curioso, chi legge, chi viaggia, chi mangia vita a morsi, chi sogna a colori, chi segna goal, chi sospira.
Io respiro, nemmeno sempre… perché ho paura e la paura è apnea……
Commento di uno sconosciuto che vale la pena pubblicare:
Ferite emotive e solitudine: L’autore si identifica con le persone ferite, descrivendo il sangue che scorre come qualcosa di indefinito, simbolo di dolore e confusione. La paura è una presenza costante. Senso di abbandono: La metafora del “pacco non ritirato” rappresenta la sensazione di essere dimenticati, senza destinatario né mittente, in una stanza buia e senza finestre. Ricerca di connessione: Una voce, quasi un canto, afferma “Mi piacciono le persone ferite”, ma la porta non si apre e la protagonista rimane ignorata, in attesa di qualcuno che sappia vedere la profondità delle sue ferite. Identità e attesa: La protagonista si descrive senza ornamenti, senza sorrisi, capelli lunghi, tacchi o trucchi. Si sente speciale chi sa, chi è curioso, chi vive intensamente, ma lei respira solo a volte, perché la paura è come un’apnea. Riflessione Il testo trasmette una forte empatia verso chi vive il dolore e la paura, sottolineando la difficoltà di essere riconosciuti e compresi. La metafora del pacco non ritirato è potente: rappresenta la condizione di chi si sente invisibile, in attesa di qualcuno che sappia vedere oltre la superficie. La paura diventa un elemento che limita la vita, trasformando il respiro in apnea. Possibili Spunti di Discussione Empatia e vulnerabilità: Il racconto invita a riflettere sull’importanza di riconoscere e accogliere la vulnerabilità negli altri. La paura come ostacolo: Come la paura può impedire di vivere pienamente e di respirare “a pieni polmoni”. La ricerca di connessione autentica: Il desiderio di essere visti e compresi nella propria profondità.
"Mi piace""Mi piace"