Perdo ogni giorno la stupidità di avere paura – di Rossella Gallori

…la scatola era bleu di un bleu notte triste, color notte buia, il nastro glacè l’abbracciava, non benissimo, mal sigillata se pur annodata stretta, COME poteva un nastro così incerto, tra l’oro e l’argento, sotterrare le mie paure?
Come?!
L’ altra scatola era rosa, un rosa Schiapparelli vistoso ed un po’ cretino, un cordoncino verde mela la chiudeva, tenendo in ostaggio la mia stupidità, ma COME poteva tenere a bada la mia insensatezza una cosina di topo di pochi millimetri?
COME!?
Le avevo riposte in un vecchio comò dall’ apparenza solida, cupo ed ingombrante, né antico, né moderno, amorfo.
Decisi poi, di non aprire più il cassetto, la chiave era andata persa o forse non c’ era mai stata, COME poteva quindi restare chiuso?
COME!?
È se ho paura…
Se non mi so difendere…
Se mi dimenticano, tra i rifiuti…
…e se non piove ed io mi bagno
…e se fa caldo ed ho freddo
…se mi scotto al frigo e mi gelo al fuoco.
Ed oggi, che è meno ieri, fingo sia un giorno nuovo scoprendo che sono io la chiave, il passepartout di ogni chiusura.
Ritrovo la scatola, il disordine l’affoga è ancora lì, solo una, sciogliere i vecchi nodi è sempre difficile, ci vogliono dita giovani, unghie forti senza anni.
COME?
Strappo il coperchio,trovo le mie paure, le mie stupidità.
Come potevo perderle? Ignorarle ancora?
Convivono adesso, hanno fatto amicizia, si vogliono bene si rispettano, unite in una piccola scatola foderata di realtà, si abbracciano per farsi coraggio in uno scrigno color glicine, una delicato nastro di tulle avorio carico di porporina le cinge senza soffocarle.
Ci sono io con loro, io contenuto, io contenitore.
Una me stupida e paurosa custodita in un delicato contenitore lilla che non trova il coraggio di diventar viola……