Risveglio grigio – di Rossella Bonechi

È inutile che alzi le tapparelle per vedere che tempo fa: ho sentito benissimo che piove a scroscio. Un altro grigio inizio di giornata. Ciabatto in cucina e mentre aspetto l’Amico Caffè spalanco comunque la finestra per un po’ d’aria nuova. Come? Un po’ di Sole? Possibile che in camera ci sia il temporale e in cucina la Primavera?? Il caffè chiama ma non importa, entro in camera, spalanco i vetri e tiro su il rotolante: piove davvero ! Ma solo davanti alla mia finestra? Voci concitate, richiami, qualche urlo e l’acqua si ferma. Ora sono completamente sveglia e da sopra mi avvisano che è stato rotto un tubo che qualcuno … che per fare … che dispiace … che ripago … e che “pampine” di prima mattina ! Richiudo, non voglio sapere altro, anche perché rischio di far tardi al lavoro. A parte che non avrei alcuna voglia di andare oggi. Oggi ? È da un po’ che quel luogo mi è sempre più estraneo, come estranei sono questi volti alla fermata, come estranea sta diventando questa città che quasi non riconosco più. Forse tutto e tutti loro sono gli stessi di sempre ed io non mi sono adeguata, non mi sono saputa adattare a questo continuo cambiamento.
Ci penso anche mentre scendo le scale e guardo forse con troppa insistenza quelli che invece le stanno salendo per raggiungere i loro uffici luminosi dove hanno piazzato sulle finestre delle asfittiche piantine che annaffiano ogni morte di papa con il porta matite per avere un ambiente “green”.
Sono arrivata nel mio ufficio: un attaccapanni, scrivania, schedario, una finestra orizzontale in alto e due poltroncine girevoli che un tempo erano state blu elettrico. Qui dentro si riflette tutto il mio scontento, la mia insoddisfazione, la delusione di una corsa iniziata con un bello scatto e poi portata avanti al rallentatore. Sbatto i cassetti per fare un po’ di rumore e li lascio aperti a farmi compagnia. Svolgerò i miei compiti diligentemente come ho sempre fatto, poi chiuderò tutto, risalirò le scale e il tram mi riporterà a casa.
Spero che avranno accomodato il tubo perché da domani mattina la casa sarà chiusa e non risponderà nessuno. Ho intenzione di cercare scale da salire, luce che mi inondi, verde per davvero e sorrisi che demoliscano ogni estraneità.