Il treno del sud – di Daniele Violi

Un treno che partiva per andare lontano trasportava tante anime che, molto spesso, salivano per andare a riabbracciare i propri cari, e riusciva a far viaggiare una comunità di persone insieme per numerose altre opportunità.
Nel vagone passeggeri con 10 scompartimenti non sarebbe stato facile trovare posto, in un periodo estivo che vedeva folle muoversi con il desiderio di vivere momenti spensierati e di riposo. Un treno che portava verso il mare e verso il sole di un sud ambito. Quando inizia ad essere pieno di persone, adulti e bambini con tutte le voci, diverse, originali e ognuna con un proprio lessico dialettale, ti dice che si è creata una comunità, stando insieme per ore. Vive le proprie emozioni e il proprio tempo con piacere e con la pazienza e la voglia di arrivare a destinazione. Gli adulti si ingegnano a trascorrere il tempo, con tutto ciò che hanno a disposizione.
Per una bambina, una bambina sveglia che trovava stretto lo scompartimento da dividere con altra sorella e fratelli, sbocciava subito in lei la curiosità della scoperta di questo gioco che rappresentava il treno con i finestrini e il mondo fuori che passava. La facilità invece di poter buttare gli occhi sulla varietà di possibili conoscenze, di altri incontri con il mondo che, tutto chiuso, viaggiava stando seduto a parlare e dormire. Questa bambina, vorace tanto di gioco che di ricerca di emozioni, talvolta, durante l’andare del treno, se ne partiva dallo scompartimento suo, dietro l’occhio vigile del fratello deputato a controllarla e, passata in rassegna la prima parte del vagone, con i primi scompartimenti avanti al suo, si proiettava poi lungo il corridoio della vettura, cercando di correre e padroneggiare con sicurezza e in equilibrio, il vialetto di finestre ad un lato e di tanti piccoli salotti dall’altro.
“SUD AMBITO”
” IL MONDO FUORI CHE PASSAVA”
…Parole che potrebbero dar vita ad altre, immagini che partoriscono album fantastici…la nostra Italia, in treno…..
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