Il segreto del raccontare – di Elisabetta Brunelleschi
Cercò di metterci una pietra sopra ma quella si rifiutava di fare da coperchio al passato.

LA SCRITTURA
Ognuno porta dentro quello che la vita dall’inizio gli ha dato o strappato.
Per tutti c’è il trauma di un dolore che non si riesce a dire e vorremmo solo nascondere.
Ma quando meno te l’aspetti lui, il dolore, ritorna, magari in un gorgoglio dello stomaco, nei nodi soffocati della gola, in un batticuore improvviso o in un sogno inspiegabile che al mattino scompare.
Col passare degli anni capisci che non c’è pietra che possa seppellire gli incubi del passato.
E allora che fare?
Raccontare!
Come? Cogliendo il fiore della scrittura e iniziare a scrivere, a raccontare, qualsiasi cosa, … con spontaneità, senza fare progetti.
Le parole tracciate mostreranno i ricami dei tuoi dolori, dei tuoi incubi, delle tue paure, dei tuoi sbagli.
Puoi comporre storie, filastrocche, favole o fiabe e nelle trame e nei personaggi andranno a trasfigurarsi le ombre che in altro modo non sapresti come illuminare.
Una paura che ti accompagna dall’infanzia potrebbe dare volto al cattivo che verrà sconfitto da un qualche coraggioso personaggio .
Un ingiustizia subita potrà traslarsi nel racconto di un atleta che finalmente dopo tanto allenarsi potrà salire sul podio.
La cretinata di cui ancora ti vergogni potrebbe sdrammatizzarsi nelle scemenze di una filastrocca a rima baciata.
Nelle descrizioni di un prato colorato dalla primavera puoi mettere i ricordi di chi amavi e se n’è andato.
E allora scrivi, anche quando non ne hai voglia, scrivi così d’impulso, senza riflettere perché quando anche una sola parola si poserà sul foglio tutto si trasforma e si acquieta.
La scrittura, come altre forma espressive, può essere una terapia. Le pietre si muoveranno e dal passato toglierai i coperchi.

