Pietra inutile – di Stefania Bonanni

Non voglio dimenticare nulla.
Ricordo con ostinazione.
Aggiungo, non tolgo. Particolari, rumori, ronzii, colori.
Mi va bene tutto, voglio che quella scena sia meno triste, meno grigia, di quello che fu.
Mi va bene tutto, e non è stato facile.
Ho conosciuto rabbia, e tanto tanto dolore.
Mi ha cambiato la vita, la prospettiva, il senso del tempo.
Ho provato a metterci una pietra sopra, ma se fosse stato possibile, avrebbe schiacciato anche me.
La pietra schiaccia, come con la pasta. Il panetto diventa largo, sottile. Si può riempire, farne ravioli, tortelli. Ripieni di carne, di sangue, ma la pasta è la stessa, la stessa di prima. Tanto lavoro e fatica per rendere più gradevole l’alimento, che non cambia. Stesso sapore, stesso peso.
Non ho vissuto, finché non ho visto bene. Finché non ho accettato che si possa avere un’alternativa, e che possa essere una libera scelta. Probabilmente, l’ unica vera scelta libera.
Quanto dolore sia costato è il prezzo salato, quello che nessuna pietra farà scordare .