“Radio cuore” – di Anna Meli
Dice che le dispiace dire qualcosa, ma in realtà non vede l’ora di dirla.

In quel paese di poche anime con solo qualche negoziuccio che vendeva lo stretto indispensabile per le poche necessità, viveva una persona che dai paesani era stata soprannominata “ radio cuore”. Gestiva un piccolo emporio dove si poteva trovare di tutto, dal pentolame alle scope per le pulizie, e patate, bulbi da fiore, statuine in ceramica e chi più ne ha più ne metta.
Era un po’ un luogo di passaggio dove le persone si fermavano volentieri per conversare un po’ e rendere meno monotono il loro vivere quotidiano. Lei era sempre molto gentile, servizievole e felice quando le persone si fermavano poiché, anche se dichiarava di non sapere, in realtà niente sfuggiva al suo sguardo e alle sue orecchie.
Entrando già si vedeva da come si presentava che aveva qualche novità da raccontare: univa le mani stringendosele strettamente, serrava le labbra come se quello che aveva da dire potesse venir fuori troppo presto, faceva una giravolta, assumeva un’aria contrita o intrigante e poi iniziava ” ma lo sai” breve pausa di mistero” che cosa è successo” e così continuava a raccontare. A volte si trattava di cose allegre, a volte tragiche e, diciamo che ci metteva anche un po’ di fantasia; era tale però la sua partecipazione che le scappava sempre qualche lacrimuccia e da qui il soprannome di “radio cuore”.