Il dolce di biscotti – di Vittorio Zappelli

Goloso … mi si invita come lepre a correre
Il biscotto (solo Marie Oro Saiwa) aperto sul tavolo a mo’ di carte da gioco, lentamente inzuppato in scodella con caffe’ d’orzo ;per il tempo giusto.
L’impasto a parte fatto di burro ,cacao e mascarpone, girato a modino e quando pronto di consistenza plastica ,spalmato con attrezzo tipo cazzuola in strati alternati alla stesa dei biscotti; il tutto con altezza a piacimento determinata da cosa finiva prima i biscotti o l’impasto; di regola l’impasto anche perché veniva sottoposto a ripetuti assaggi in corso d’opera. Mattonellone pronto …ecco il dolce chiamato in casa “della televisione”.
Ricordo (ormai è tale) biscottone a tranci che si scioglieva in bocca, soffice come un libro di favole, gustato anche davanti alla televisione degli anni 50 da cui il nome .
E noi bambini si entrava con quel dolce, nella storia di Hansel e Gretel quando scoprivano la casetta fatta di dolci ….era il nostro pavimento di quella casa che a pezzi ci mangiavamo “ora come si fa con una casa nel bosco senza pavimento, bisogna rifarlo!” Quel giorno il pranzo era piu’ povero per arrivare al momento del dolce che profumava della contettezza della età gioconda e serviva come pungolo per buoni comportamenti “vai al lavarti che dopo c’è il dolce, niente bizze se no niente dolce ,se fai questo veloce doppia porzione “
Correre dal dolce alla nonna Carolina che ce lo preparava sulla strada del ricordo è tutta discesa.
Lei, diritta dal portamento elegante anche in cucina e i nipoti ad altezza di tavolo che con gli occhi lavoravano in sincronia con le sue mani. La cucina era in quei momenti della preparazione la stanza dei miracoli dove prendeva forma quella meraviglia che prima di essere consumata veniva messa in frigorifero e li a brevi intervalli da noi controllata con veloce apertura e chiusura dello sportello .
Sapeva lei fare bene tutti i dolci di cui teneva le ricette scritte con amore a mano in un librettino rosso che spesso consultava, anche perché era golosa.….
La vedo la sera prima di dormire con il camicione da notte, i capelli sciolti che apriva l’armadio di camera e tutte le sere prendeva e spesso anche a noi dava le chicche.
Con quel dolce ci portava anche alla minestra …nel brodo di giuggiole!