La bambina trasparente – di Rossella Gallori

Peccato non esser viste, quando ci sei.
Peccato davvero:
non aver notato, i passi incerti, le cosce un po’ cicciute, le mani a puntaspilli, un occhio un po’ più aperto dell’altro, uno sguardo ammiccante a tratti, incorniciato da riccioli stizziti color mogano.
Peccato non aver fatto caso ad un sorriso intrigante fatto a labbra chiuse
Peccato, per chi ha sprecato tempo a non guardare a non vedere.
Peccato per le ore perse a non giocare con me.
Capita, si capita, è capitato: TRASPARENTE !
Il vestitino con il punto a smock, perfetto, di un rosa cipria stupidino, le scarpine con i buchi, il parlare tanto, il disegnare fantasmini, sembrava non le mancasse niente…c’ era inoltre quel cercare voci e mani, cose indispensabili per lei, assurde per altri, come faceva a spiegare che: se hai voce ci sei, se hanno voce ti parlano….se hai mani stringi, se hanno mani ti ci appoggi.
Sei una BAMBINA INVISIBILE, cerchi ancore, ma il mare è in burrasca, invisibile e senza salvagente…allora aspetti che si accenda una luce, anche piccola nel corridoio più lungo che largo, aspetti che il vestitino non ti stia più che si strappi o che bruci, aspetti che le scarpine non siano più della tua misura, che abbiano più buchi che suola.
Ti organizzi e fai” gambetta” a qualcuno, tanto sei INVISIBILE, ma questo qualcosa cade ed in fretta si rialza senza ammaccatura alcuna…ed ancora non ti vede, sembra distratto, ma è solo cattivo.
Capita, è capitato e capiterà anche stasera che IO RITORNI INVISIBILE con i miei pensieri nati storpi, sentirò voci estranee e familiari: lo avevi già detto, lo avevi gia’ scritto! Ma sarò libera di fare piccole smorfie , occhietti, occhiacci, occhioni, tanto son INVISIBILE…..