Voce di babbo – di Sandra Conticini

La tua vociona squillante si riconosceva da lontano, un po’ come la mia. Incuteva paura e rispetto, ma non per me che ti conoscevo così bene.
– Sandra sono i’ babbo – dicevi quando mi chiamavi al telefono, ma con il tuo tono forte e chiaro potevo sentirti anche da un’altra stanza.
Me la ricordo benissimo e, ancora oggi, ogni tanto mi sembra di sentirla e ti sento vicino. Mi da sempre sicurezza e felicità, perchè insieme a lei, mi arrivano tanti bei ricordi di bambina. Ti ricordi quando mi portavi al giardino di Boboli e si correva giù per la discesa, oppure la domenica mattina mi portavi a visitare le Cappelle Medicee o gli Uffizi e mi illustravi le tombe o gli autori dei quadri, sempre con il tuo tono alto e chiaro. E’ la voce della mia infanzia, che mi ha insegnato a stare al mondo, che mi ha aiutato a capire il bene ed il male, è la voce delle mie radici, ed ora, non può che mancarmi insieme alla tua presenza.
intreccio di ricordi, di voci, di radici che restano dentro di noi….mi piace
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Bel ricordo tenero e intenso di tuo padre, grazie
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