
Gli occhi verde-orto di Giuseppe – di Ivana Acciaioli
Dopo che il vento gelido ha scorrazzato per mesi nell’orto e prima che sopraggiungano i ghiribizzi dell’estate lui cerca di cogliere tutto quello che resiste a questa bizzarra primavera.
Dura, come sempre, la vita di chi coltiva la terra, aveva abbandonato la famiglia proprio per evitare tale sorte; così appena raggiunta l’età della leva era partito, pensando bene di mettere la firma ed allontanarsi definitivamente dalle zolle, dalla pelle cotta dal sole e dai capricci delle stagioni.
La vita lo aveva accompagnato verso nuovi lavori, ma abituato alla fatica e alla durezza fin dalla più tenera età, mai ne era stato spaventato e mai si era voltato indietro.
Però nei suoi occhi verdi traspariva da sempre il colore dei campi, della vigna, e di tutte le chiome degli alberi su cui, monello com’era, saliva per rubare succosi frutti.
Non aveva potuto più nascondere a sé stesso quell’amore che si era insinuato, a sua insaputa, nella parte più profonda del suo essere e che affiorava proprio quando, abbandonati doveri e obblighi, ognuno cerca la propria isola di pace.
Lui l’ha trovata in quel pezzo di terra che cura con amore e dedizione assoluta.
Ha ricordato tutto, come zappare, concimare, piantare, potare, tutte le nozioni per anni messe in disparte erano lì nelle sue mani, che si muovono sicure, e le vecchie braccia trovano nuova incredibile forza.
Giuseppe ha quasi ottant’anni, ha appena suonato alla mia porta, lo vedo arrivare con delicati cesti di insalata, zucchine e un mazzo di tenera bietola, soddisfatto lascia tutto quel verde nella mia cucina.