Cominciamo dal mercato- di Lucia Bettoni

foto di Lucia Bettoni
Dove’ il mercato?
Andiamo al mercato?
Cominciamo dal mercato
Il mercato è la mia città
Tutte le città hanno un mercato e tutte al mercato diventano la mia città
A Parigi la metà del mio tempo la passai al mercato delle Pulci
Era lì che la vita mi regalava doni a piene mani
Mi tengo stretto questo nitido ricordo e mi posso vedere giovane, felice e
innamorata passare in mezzo ad una umanità che offriva di tutto
L’aria era fresca ma non era freddo, le persone sembravano leggere
Comprammo due impermeabili militari neri, uno per uno e i nostri primi mezzi guanti
Sull’ impermeabile appuntai una grande spilla di strass luminosi
Ero tutta vestita di nero ma la mia spilla brillava come il mio volto di bambina sposa
Era il mio viaggio di nozze
Tutti i mercati della mia vita premono ed escono dal mio petto a caso e senza tempo, senza alcun ordine cronologico
Bruxelles, umida e fredda ha un mercato pieno di fiori come se tutti i fiori si fossero messi d’accordo per dare una mano agli umani per sopravvivere al grigio
Le orchidee sono le più generose e non c’è finestra che non ne abbia una
Fiori e patatine fritte; ti siedi, guardi i fiori e mangi patatine dal cartoccio sperando che tuo figlio sia felice anche in una città grigia
Budapest, dov’è il tuo mercato splendida e affascinante città?
Davanti a me un mercato triste, poche cose sui banchi, venditori infreddoliti e senza sorrisi, non c’era niente da comprare, sembrava un camposanto
Stavo per andarmene quando il mio sguardo si posò su di un orologio che sembrava un enorme diamante
Sono forse più di venti anni che mi guarda ogni volta che vado a dormire
Istambul, io e Maria Pia ,libere e ingenue camminavamo tra una folla umana al Gran Bazar, merci di ogni tipo alla destra e alla sinistra dei nostri occhi
Una strada senza fine e il canto dei muezzin
Comprai una giacca di montone, erano gli anni settanta e la mia era l’unica giacca di montone color verde chiaro che si poteva vedere in giro
Con il caldo del mese d’agosto salii sull’aereo con la giacca indosso e per valigia una borsa di paglia
Amsterdam, scendemmo dal treno e fummo investiti da un forte vento e dalla pioggia, indossammo le nostre cappe e diventammo subito due gabbiani arancioni
Il vento ci apriva le ali e volammo tra strade e canali scansando biciclette e riparandoci sotto i portoni
Non dimenticherò mai Amsterdam vestita da gabbiano
Al mercato dei fiori avrei voluto comprare una casetta per gli uccelli
A mezzogiorno salutai i bambini e le mie colleghe di corsa
A metà pomeriggio eravamo a Fez
Il nostro riad era dentro la Medina, un labirinto -mercato che nessuna parola e nessuna descrizione può essere sufficiente per descrivere quel mondo straordinario e inimmaginabile dove mi trovai catapultata dopo solo poche ore di viaggio
Impossibile non perdersi in quel mondo fatto di piccole strade intrecciate dove se incontri un asino è difficile passare
I miei occhi impazziti atterrati improvvisamente in un altro pianeta: tintori,sarti, tessitori,ceramisti,artigiani e merci di ogni tipo ,Inferno e Paradiso ad ogni mio passo
Pelli ad asciugare al sole, uomini seminudi dentro piccole vasche circolari di tutti i colori, odori a volte nauseabondi a volte sublimi
In una piazza circolare battevano con i loro strumenti gli artigiani del rame con un ritmo regolare e perfetto: era il cuore di Fez
Un viaggio da sola e una piccola ed essenziale stanzetta nel centro di Catania
Spesso sono io a cercare i mercati ma a volte sono loro a cercare me
Fera ‘o Luni, il più vecchio mercato di Catania era lì appena dietro l’angolo
Ogni giorno prima dei miei giri per la città, attraversavo il mercato lentamente a occhi quasi chiusi
Fera ‘o Luni è un mercato da ascoltare
Qui puoi sentire veramente la voce di Catania; se ascolti bene ti parla di tutto, ti sbatte in faccia la sua miseria e la sua forza
È un mercato per tutti, e’ il mercato di tutti
Incantata dalla città di Catania, dopo tre mesi sempre da sola volli conoscere Palermo
Una città piena di bellezze,alcuni dei suoi tesori sono tra le cose più belle che abbia visto nella mia vita
Come descrivere i suoi mercati?
I mercati di Palermo sono sangue e arte, ordine e calore, musica, grida e disperazione
Ballaro’,la Vucciria e il mercato del pesce così vicino alla cattedrale o forse è proprio il mercato del pesce la vera cattedrale di Palermo
I graffiti sui muri della Vucciria sono opere d’arte incredibili accompagnate spesso da frasi acute, sottili e pungenti
I mercati di Palermo sono dei veri monumenti alla vita situati tutti proprio nel cuore della città
Lì è possibile percepire che le culture di tanti popoli si sono incontrate per convivere insieme in un luogo multietnico e suggestivo in mezzo a un tripudio di colori, voci e odori
E poi e poi …
Tabriz, con il secondo mercato coperto più grande del mondo e la Boqueria a Barcellona dove la frutta è esposta come se un artista vi avesse passato la vita a creare le più belle e colorate composizioni
E Sofia con il piccolo mercato ricoperto di neve dove brillavano sui banchi bellissime icone dorate
E ancora e ancora…
La mia vita si snoda mostrandomi le sue meraviglie assopite
L’ultimo mercato pochi giorni fa a Vienna
È stato uno di quei casi dove il mercato è venuto a cercarmi, era lì a cinquanta metri dal mio albergo
In mezzo a bancarelle di frutta e spezie erano allineati una grande quantità di piccoli ristoranti, tanti tavolini l’uno accanto all’altro accoglievano in una atmosfera vivace ma tranquilla una moltitudine di persone gioiosamente unite dal cibo e dalle chiacchiere
Tanto tempo fa vendevo sogni sull’aia di casa in piccole boccettine di acqua colorata a passanti immaginari
Oggi compro sogni e conoscenza nelle mie città mercato
Continuerò questo viaggio finché le mie gambe e le mie forze me lo permetteranno orgogliosa e felice di aver camminato tra i mercati del mondo e di continuare ad averne voglia



















































































