Livio, il mio Livio – di Rossella Gallori

Gli ultimi anni erano stati terribili, le notizie erano entrate in casa come un uragano, uno tsunami devastante ed imprevedibile, pezzi di vita tolti in un secondo, tutto sembrava frutto di una maledizione. Senza filo logico, senza nesso, un puzzle che non riuscivo a ricomporre.
Prima l’incendio dell’istituto delle suore, con la superiora in fuga investita dal taxi che doveva portarla in fretta all’aeroporto per chissà dove.
Poi quel famoso calciatore, si il Bonapalla sopravvissuto al fuoco e deceduto poi in circostanze strane, schiacciato da uno scaldabagno in disuso, nello spogliatoio di una squadretta di serie D. I compagni si accorsero del cadaveruccio dopo giorni, non emanava cattivo odore, solo l’indifferenza puzzava e non poco
Antonietta era morta durante l’ennesimo intervento, leva e metti, metti e leva. Morì, priva di organi, lei che poteva essere tutto, era rimasta nulla…quel nulla che lasciò traccia solo per coloro che amano le anime non i corpi.
Ma la cosa più macabra, quella che sconvolse tutta la nostra comunità, fu il ritrovamento di Amelye, era sparita da tempo ma quando ci fu il sopralluogo nel piccolo laboratorio di sughi e salse “la prelibata” riapparve in bocconcini, confezionata in simpatici barattoli, era stata uccisa fatta a piccoli pezzi bollita e condita, affogata in delicata salsa di pomodoro. Disgustoso, terribile!
La relazione con il giovane imprenditore le era stata letale, povera Amè così burrosa, sorridente, un po’ un gatto attaccato ai coccodè ..ma quella fine, no, non la meritava, lui fu rinchiuso ma non per molto, lo trovarono appeso alle sbarre, riconfessò con poche righe il suo scempio: non ne potevo più Ameliuccia cara, dei tuoi sorrisi del tuo birignao continuo, ti ho fatta in piccoli pezzi, dopo averti disossata, la paura di vederti riapparire era troppa!
…quanti pensieri affollavano la mia mente, li conoscevo tutti solo di vista, la finestra della mia camera era affacciata sul bianco edificio che avevo visto crescere con me, pietra su pietra, gli abitanti mi incuriosivano, avevo imparato i loro nomi sentendoli chiamare da quattro o cinque oche in tonaca….
Uno su tutti, però, attirava la mia attenzione LIVIO, non sapevo dargli una età, gli anni erano sicuramente più dei miei, quel tanto però che mi faceva pensare ad altro…molto altro: la camicia a quadri sempre tirata su fino al gomito, rivelava polsi decisi, braccia abbronzate coperte da una peluria composta ed intrigante, riccioli neri incorniciavano una fronte, forse un vezzo per coprire qualche piccolo solco, che attraversava i suoi pensieri, alto quel tanto che non è troppo, le gambe forti fasciate da yeans rivelatori….me ne innamorai piano piano, lo fissava da dietro le tende; annusava ed accarezzava ogni pianta come se difronte a se avesse un cucciolo, sussurrava alla salvia, sorrideva all’ alloro, dava leggeri colpi incoraggianti al misero tronco di un salice in crescita…
Trovai il modo per conoscerlo, sconfinando un po’ dal mio giardino ed anche fingendo di giocare con un pallone non mio sgonfio di abbandonato. Lui era li, bello come il sole quando c’è, con un sorriso che mi paralizzò…
Ciao mi chiamo Livio, tu?
Stupida risposi: io no! Mi morsi le labbra correggendomi: Anita!
Sono qui in convalescenza, un piccolo intervento, poi torno a Bormio
Io abito qui! Ho 17 anni ( bugiardissima)
Io diciassette per tre….
Ridemmo fino alle lacrime, lo ricordo bene….
Poi quello che era stato quasi un caso, diventò una stupenda abitudine, lui con i suoi cartocci di fragoline di bosco, io con il primo rossetto…lui con i suoi gelsi di fine maggio, io con scolli sempre più pronunciati!
Livio che parlava di alberi, io che non capivo ma annuivo cercando di avvicinarmi sempre di più.
Ogni tanto qualche “ dronesuora” ci spiava, sapevamo nasconderci bene dietro quelle siepi così perfette da non sembra vere, così profumate da togliere il respiro, gelsomino soffocante, amante ed amato.
Livio, Livio ti guardavo ed aspettavo un tuo cenno, quelle poche parole che non arrivavano mai: Anita, vieni via con me, la mia casa sarà la tua…
Ero diventata grande con te, con il tuo corpo perfetto ai miei occhi, nella camera che guardava il mare.
Di te sapevo ogni giorno qualcosa di più, dei tuoi fratelli gemelli morti in montagna, di quei genitori spariti prima di morire! Della tua solitudine verde….dei colleghi poco generosi, tu parlavi muovendo lentamente le mani, mani forti da contadino istruito, da botanico speciale, da arpista che, non sbaglia una nota, mai. Parlavi con rispetto della tua facoltà di agraria che era diventata casa senza letto, della stanza sui tetti che raccoglieva la tua stanchezza, della baita tra i monti, di una Bormio innevata.
Livio, Livio mio con quello sguardo che andava oltre e quelle ciglia folte, ombra dei tuoi zigomi. Ci siamo amati, ci amiamo ancora…
Livio arcobaleno fiorito, grappolo di vita.
Amavi i vestiti sportivi, i tessuti naturali, le scarpe di pelle buona, sapevi di sapone buono dal nome semplice lo ricordo bene : cedro di Calabria… una noce a tre canti portafortuna in tasca, amavi la pioggia, le gocce che ti bagnavano il viso erano rivoli di felicità.
Poi quel giorno maledetto, ti facesti trovare nudo dall’ acquazzone improvviso ti regalarvi all’acqua e lei a te. Forse un fulmine, un infarto o la maledizione di qualcuno.
Ti trovai così, io per prima, tra le lacrime raccolsi timo, rosmarino, cerfoglio, cercai di coprirti, senza riuscirvi, ti baciai e scappai spaventata da passi pesanti ……Livio, il mio Livio…
Il tuo corpo, ormai terra fine, fu dato generosamente a me, durante la cerimonia deserta nella tua vigna amata.
Ora siamo di nuovo insieme, ti parlo come sempre, ti chiedo se hai bisogno di qualcosa, sorrido di te, con te…sento il tuo profumo: erba pulita, sento la tua voce: fruscio di foglie…. ho i brividi e non ho freddo, ho i brividi ma non ho febbre. Questa luna cinerea mi vede abbracciata ad una semplice urna verde, verde bosco, in alto a destra le tue iniziali L D di un rosso terra di Siena: Livio Dincertopadre, di sicuro amore, il mio…Livio, Livio mio.
Un lento cammino che va da quegli anni terribili fino a Livio arcobaleno fiorito e un amore delicato e pieno di poesia avvolge il tutto…bello
"Mi piace""Mi piace"