Quattro personaggi in cerca di storia: Rossella B.

Top secret – di Rossella Bonechi

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Finalmente la convocazione tanto attesa! Scoprire la missione per lui sarà emozionante e a Kripstak tremano le mani aprendo la busta TOP TOP TOP SECRET !

DESTINAZIONE : Terra

LUOGO : Italia

IDENTITA’ : Donna, Single

COPERTURA : ricercatrice Università Umanistiche

INCARICO : ritrovare le tracce di Petrektet, persi i contatti da tempo; nessuna comunicazione recente degna di nota

AGENTI DI SUPPORTO : Amely e Roberto; seguono indirizzi descrizioni e metodo di contatto

E’ tutto, può partire e durante il viaggio Kripstak diventa Antonietta, un nome scelto perché gli risuona nella testa, legato forse agli studi su un’antica sovrana. La città di destinazione è caotica e pullulante di persone, un buon luogo per rendersi invisibile tra la folla. La casa è la solita d’ordinanza: centrale, un po’ anonima ma provvista di tutto il necessario, soprattutto di una scrivania su cui poter lavorare e studiare il materiale raccolto. Il computer è come quello visto tempo fa al Museo della Tecnica ma lo sa padroneggiare e può aprire il file “LIVIO”: sulla terra per fare rapporto sulla Botanica e sulle interazioni tra piante e Umani, compito svolto egregiamente in quel paesino di una dolce montagna che lui descrive con curiosità. Il collegamento si è interrotto 12 giorni 3 ore e 14 minuta fa secondo il tempo terrestre, per cui urge un sopralluogo.

Contatta Amely aspettandola davanti alla scuola dove insegna (ma guarda un po’ …) Scienza e Telecomunicazioni. Eccola, Antonietta non può sbagliare: colorata, sorridente, con quella camminata che sembra sempre sul punto di spiccare il volo, proprio come descritto nella sua scheda. ” Ciao Amely, sono Antonietta streghetta ristretta nella fretta (ma chi le inventa le parole di contatto lassù ???)Ho bisogno del tuo aiuto” e comincia a spiegare mentre camminano verso l’indirizzo dell’altro compagno-agente. Arrivano davanti a un campo da calcio e allo sguardo interrogativo di Antonietta, Amely indica un bel tipo non molto alto, con un codino e una maglia con il 10 che fa su e giù di corsa come se non ci fosse un domani. “Lui è Roberto – spiega Amely – un famoso calciatore e la sua squadra va in ritiro in un casolare di lusso nel bosco frequentato da Livio”. Roberto si avvicina alla rete ad un cenno di Amely  e dopo un breve conciliabolo concordano di aspettarlo davanti all’uscita degli spogliatoi per poi andare in avanscoperta  nel bosco. Durante lo spostamento Antonietta risponde di buon grado alla richiesta di notizie della Base Natìa, ma sente che non c’è eccessiva nostalgia nelle voci dei due. “Io qui sto bene come Amely: passo da una storia d’amore all’altra, da un viaggio ai Caraibi ad uno nel Nord Europa, instillo conoscenza ai miei studenti e mando rapporti sulla gioventù umana. Non penso al ritorno, ho qualcosa di molto interessante in vista …”. “Anch’io non mi trovo male come Roberto: i tifosi mi amano, i compagni mi stimano e  mi mantengo in forma. Per ora invio resoconti sullo Sport Umano ma quando l’età terrestre si farà sentire, anziché tornare appenderò gli scarpini al chiodo e imbraccerò il retino da cacciatore di farfalle”.

Intanto erano arrivati. Antonietta esplorò minuziosamente memorizzando tutto: la zona, la casa, gli effetti personali e anche la dispensa con il formaggio di capra e le bietole bollite; se ne andò con il computer di Livio sotto il braccio.

Seguirono giorni di studio, di ricerca in tante biblioteche e in vari archivi universitari ma fu mentre si preparava una delle solite insalate miste che una foglia di salicornia le accese una lampadina! Stampò l’ultima relazione di Livio e tornò nel bosco. Seguendo le indicazioni nascoste tra le righe arrivò ad una grande albero frondoso che Livio aveva chiamato Cerro. Dietro al suo tronco, in una zona d’ombra, trovò il suo corpo ormai senza vita appoggiato come per una pennichella, il volto sereno, in pace come chi sta proprio dove vuole essere. In mezzo alle grandi radici dell’albero che affioravano dal terreno spuntavano piccoli ributti di tenero verde con foglioline perfette seppur minuscole. Antonietta si inginocchiò e passando una mano a carezzare i giovani virgulti, salutò Livio e lo rassicurò: “Ciao collega, a fine missione invece di tornare hai scelto di rimanere diventando ciò che hai studiato e amato. Tranquillo, farò un rapporto eccellente e nelle mie conclusioni scriverò che Petrektet si è guadagnato la Menzione d’Onore”.

Un ultimo sguardo e si preparò per ritornare Kripstak, sapendo che avrebbe sempre un po’ invidiato chi aveva scelto di restare. Ma forse, in un’ultima Missione… chissà… !!    

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Autore: lamatitaperscrivereilcielo

Lamatitaperscrivereilcielo è un progetto di scrittura, legata all'anima delle persone che condividono un percorso di scoperta, di osservazione e di ricordo. Questo blog intende raccontare quanto non è facilmente visibile che abbia una relazione con l'Umanità nelle sue varie espressioni

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