Quattro personaggi in cerca di storia: Luca

Momento relax – di Luca Miraglia

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Antonietta alzò gli occhi dal suo rito quotidiano di studio e scrittura giunta quasi alla conclusione della sua ultima fatica: un saggio sulla transizione di genere negli uomini. Un misto tra studio antropologico ed autobiografia.

Per oggi basta, da domani comincerà la correzione delle bozze.

Adesso era il tempo di uscire a godersi gli ultimi sprazzi di questa ennesima lunga giornata di lavoro.

Lasciata la scrivania si scrutò un attimo allo specchio, si sorrise, si riconobbe e si salutò: – Buona serata Ipazia!

Si, le era sempre piaciuto soprannominarsi così, un nome tra il colto, lo storico e il drammatico che sentiva spesso affine a se stessa.

Appena superata la soglia di casa e fatti quattro passi si sentì presa sotto braccio da un fulmine colorato e vociante:

  • Dove ti porta questa bella sera d’estate?

Era Amelie la vicina di casa che, sollevando quasi Antonietta da terra, la travolse con la sua solita esuberanza.

  • Mi farò una passeggiata verso il centro all’imbrunire, per gustarmi finalmente la mente libera dallo studio – rispose divertita Antonietta.
  • Andiamo – la stuzzicò Amelie che la conosceva bene, si potrebbe dire quasi intimamente – lascia perdere l’Ipazia seriosa che è in te e andiamo a goderci insieme un po’ di mondo. Che centro e centro! Stasera cena al chiar di luna e poi a ballare con qualche bel ragazzo maturo, giusto per noi!

Amelie era da poco uscita da una relazione, una delle tante della sua vita, ma che stavolta l’aveva segnata più del dovuto. Questo era il suo modo di reagire ai disagi dell’animo: colmare il vuoto colorando se stessa e il mondo con la sua vivacità e con i suoi folli abiti, quasi una tavolozza naif,

  • Quasi quasi… Sussurrò Antonietta-Ipazia.
  • Allora è fatta! Andiamo! Esclamò Amelie tutta soddisfatta.

Intanto Roberto, calciatore professionista in pensione forzata e mal digerita, se ne stava nervosamente al tavolo tamburellando le dita e tracannando birra mentre aspettava Livio che come il suo solito non arrivava mai puntuale.

D’altra parte quella specie di orso gentile e solitario tutto natura e boscaglie si potrebbe essere tranquillamente fermato da qualche parte ad ammirare il tramonto incipiente fregandosene ampiamente di chi lo stava aspettando.

D’un tratto una nuvola di colore gli si parò davanti agli occhi, lievitando tra il suo tavolo e quello vicino e facendo trasparire solo i sorrisi divertiti e quasi adolescenti di due belle signore in complice intimità.

Il galletto maturo che ancora sgambettava in lui si fece subito avanti:

  • Buona sera signore! Bella serata per una pizza in compagnia – disse rivolgendosi alle vicine di tavolo e alzando il bicchiere mezzo vuoto in cenno si saluto.
  • Buona sera a te Roberto – rispose divertita Amelie

Roberto rimase a bocca aperta: come faceva quell’arcobaleno al femminile a sapere il suo nome?

  • Non ti ricordi di me, vero? – lo incalzò Amelie – Torino, vent’anni fa, festa per la coppa in discoteca e poi “festa” privata nel tuo hotel – riassunse Amelie con lo sguardo ammiccante. Lui era stato una delle tante avventure della sua giovinezza tutta vita e follie.

Roberto arrossì un po’: no, proprio non se la ricordava. Che figura del cavolo, ma d’altro canto all’epoca mica ci andava tanto per il sottile con le ragazzotte che gli giravano intorno e certo non poteva ricordarsele tutte!

Tentò allora di sviare il discorso:

  • Tutte sole a cena? Io sto aspettando da mezz’ora mio fratello Livio che come al solito arriva quando vuole. Che ne dite se facciamo due passi per aperitivo e gli andiamo incontro, tanto qui i tavoli ce li tengono senza problemi.

Amelie accettò subito sulla scorta del suo ricordo divertito, mentre Antonietta restò perplessa per quell’offerta un po’ fuori luogo per quanto la riguardava. Lo sguardo e gli atteggiamenti di quello sconosciuto, benché educati e apparentemente gentili, le sembravano occultare qualcosa di strano e poco equilibrato. Ma certo non poteva lasciare sola la sua esuberante compagna e quindi si accodò prudente ai due che già avevano imboccato l’uscita del locale.

  • Dove andiamo? – Domandò Antonietta a voce alta un po’ per farsi sentire, un po’ per marcare anche la sua presenza alle loro spalle.
  • Verso quell’uliveto sul greto del fiume, Livio arriverà sicuramente da lì – le rispose Roberto mentre non la smetteva di ammiccare e sgallettare con Amelie.
  • E che ci fa a quest’ora della sera in un campo in riva al fiume? – Ribatté Antonietta sempre più allarmata da quelle stranezze.
  • Mio fratello è un omone gentile che ama la natura ma che soprattutto ama il fiume e i suoi riflessi nell’acqua che scivola lenta, sostiene che il mondo specchiato nel fiume è molto più accogliente di quello reale e che prima o poi ci si trasferirà.

A questa affermazione Antonietta strabuzzò gli occhi e prese per un braccio Amelie per dissuaderla dal seguire ancora un balordo del genere, all’assurda ricerca di un fratello ancora più balordo di lui.

  • Roberto! Roberto! – Si sentì chiamare una voce insistente  – Roberto! Roberto! Lo sapevo che ti avrei trovato qui! – Un marcantonio in abito da infermiere si parò davanti a loro – Non puoi proprio fare a meno di venire sempre qui: Livio non tornerà più dal fiume lo sai. Sono due anni che se ne è andato! E adesso devi venire con me. Saluta queste gentili signore e seguimi.

Il bel Roberto mise su un broncio infantile e a capo chino seguì l’infermiere senza una parola.

Amelie sembrò trasfigurare da un arcobaleno ad una avvisaglia di temporale mentre Antonietta la teneva sempre per un braccio per evitarle di sciogliersi in tempesta.

  • Lo vedi che anche la dotta e razionale Ipazia a volte serve a qualcosa? Ora tranquille tranquille ce ne andiamo da qui e torniamo verso il centro a mangiarci un gelato, io e te e nessun altro.

Le due amiche si incamminarono silenziose a braccetto mentre l’ultima nuvola di colore si svaporava alle loro spalle nelle prime luci della sera.

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Autore: lamatitaperscrivereilcielo

Lamatitaperscrivereilcielo è un progetto di scrittura, legata all'anima delle persone che condividono un percorso di scoperta, di osservazione e di ricordo. Questo blog intende raccontare quanto non è facilmente visibile che abbia una relazione con l'Umanità nelle sue varie espressioni

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