Quattro personaggi in cerca di storia: Daniele

Salute e mistero nel bosco – di Daniele Violi

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Roberto di primo mattino, decise di uscire di casa e tentare come anni addietro, di poter sgranchire le gambe, vestito con un paio di pantaloncini corti e canottiera di lana. Una corsa in mezzo ad un bosco che si trovava a mezza costa, a poche centinaia di metri, un bosco curato da anni, con un sentiero che con leggera pendenza risaliva con tornanti dolci verso una sommità ampia e aperta verso la valle opposta. Tutto questo scenario, per tante persone amanti della natura, era una palestra di vita e di contatto con esseri viventi come le piante. Un bosco curato con amore e passione da volontari che dedicavano la propria opera a mantenere questa bellezza naturale. Tra loro, Livio molto conosciuto, si distingueva per la sua conoscenza e la sua profonda filosofia riferita alla coabitazione tra esseri animali e esseri vegetali. 

Quella mattina su quel sentiero che si dipanava per diversi chilometri, si dettero appuntamento anche Antonietta e l’amica Amely; vista la bella giornata, si erano decise a portare avanti le pratiche yoga di respirazione, con una lenta passeggiata, con movimento delle braccia in sincronia, con una ginnastica corporea che aveva il fine di ossigenare con metodo, tutto il proprio apparato respiratorio, traendo benefici e scacciando per sempre il vizio del fumo, un percorso che con convinzione era stato intrapreso da entrambe. Un percorso nel percorso. 

Ad un certo momento sul sentiero, le due amiche incontrarono Roberto, che con un saluto fece interrompere il silenzio che accompagnava la passeggiata delle due ginnaste, convinte a volersi bene con questa iniziativa di immersione nel verde.

Ci fu una pausa e la sosta porto’ oltremodo a convenevoli che si trascinarono in domande che coinvolgevano argomenti comuni. Giusto il tempo di iniziare a chiacchierare, Roberto si accorse che da sotto un mucchio di foglie, cadute da tempo, raccolte su uno spazio aperto, la suola di uno scarpone, si intravedeva. Spostata la montagna di foglie di acero e castagno, la sagoma di un uomo appariva agli occhi dei presenti. Subito riconosciuto, Roberto si accorse che si trattava di Livio, l’amante di questo bosco, giaceva inerme senza respirare. Subito lo sgomento prese tutte e tre, subito si fece certa la triste idea che non c’era più niente da fare. Livio era volato in cielo, sopra un ramo di Abete, di media grandezza, come un tappeto. Dopo poco aver cercato di sistemare Livio dormiente sopra un poncho telato uscito dallo zainetto di Amely, avvertirono chi poteva dare aiuto. Livio non dava segni di vita e il dolore di questa grave perdita scese nell’animo e nelle parole che venivano espresse rendendo l’aria così cupa che poi nel giro di poco, una nebbia avvolse velocemente la scena dell’accaduto e quasi si tagliava con il coltello per la sua consistenza. Sembrava che tutto fosse stato scritto per una sceneggiatura legata ad un momento così triste e  cupo. 

Ma un colpo di scena, si fece avanti nella nebbia. Livio iniziò a respirare, si alzò a sedere e con fare lento cercò con le nocche delle dita di sfregarsi gli occhi. Come una folata di vento si presentarono lo stupore e l’incredulità. La luce così bianca abbagliava Livio, e accorgendosi di essere attorniato da Antonietta Roberto e Amely, si rallegro’ ed esclamo’ con voce dolce e puntuale: con questo mio viaggio interiore nel mondo sotterraneo, mi sono mescolato con le foglie e l’humus; sono andato alle ricerca delle mie radici. Ho voluto ricollegarmi con l’anagramma del mio nome.

Quindi ora che sono vivo e contento di vedervi, lascio a voi, che avete ascoltato quanto ho esposto, la possibilità di indovinare chi sono.

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Autore: lamatitaperscrivereilcielo

Lamatitaperscrivereilcielo è un progetto di scrittura, legata all'anima delle persone che condividono un percorso di scoperta, di osservazione e di ricordo. Questo blog intende raccontare quanto non è facilmente visibile che abbia una relazione con l'Umanità nelle sue varie espressioni

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