L’intervista – di Anna Luisa Faleschini

Oh, che giornata meravigliosa!
Sole, mare, tartarughe marine che nidificano sulla spiaggia. Questo luogo è paradisiaco. Lontano dai rumori della città, dal vociare dei miei ragazzi e ragazze che con il loro amoreggiare mi mandano in crisi.
Ah, come sono sciocca e fragile.
Sono stesa su una spiaggia di talco, impalpabile come il mio cuore, in questo momento della vita affettiva.
Poco più il là un uomo cammina, avanti e indietro, a testa bassa; sembra infelice o irrequieto.
Poi chiudo gli occhi e mi faccio arrostire da questo sole caraibico. Quando tornerò a Stoccolma sarà solo un ricordo sulla pelle.
Temo di essermi sopita…non riesco a quantificare il tempo. Ma ora sono in due le figure che camminano. Mi sembrano due signori, per nulla interessanti, sessualmente parlando, ma intriganti nel loro modo di muoversi, osservare, gesticolare.
Non voglio sembrare impicciona, ma la mia curiosità mi spinge ad avvicinarmi…del resto potrebbero aver visto sulla spiaggia o in mare qualcosa di interessante o pericoloso che mi potrebbe essere sfuggito.
Amo conoscere, sapere, imparare…è proprio l’ambiente naturale che arricchisce spesso le mie lezioni ed il mio desiderio, come docente, di trasmettere cultura appresa sul campo.
– “Ciao” – urlacchio leggermente distante, muovendo la mano, per non arrivare sotto i loro sguardi e magari sorprenderli o impaurirli.
– “Ciao” – mi rispondono quasi all’unisono.
– “Amely” -ribatto- “Livio…Antonietta” – con tono leggermente gutturale.
– “Sono incuriosita dal vostro atteggiamento, mi sembrate due studiosi”
– “In effetti” -rispondono entrambi. “Flik e flok” -dico io per rendermi simpatica. Saranno il sole, la spiaggia, il mare, in effetti l’atmosfera tra noi si scalda subito.
Livio racconta le sue passioni per la botanica e giustifica le lunghe camminate come occasioni per studiare un’alga che pare relazionata, addirittura, con le felci. Sta approfondendo da anni questa dicotomia, essendo un appassionato di montagna. L’arrivare a capo di questo mistero della natura potrebbe aiutare la ricerca sugli studi di alcuni tumori, alla scoperta di sostanze inibenti alcune cellule senza dover arrivare alla chemioterapia tradizionale.
Antonietta, anche lei studiosa, è rimasta affascinata dalla osservazione della camminata di quest’uomo sulla sabbia, dal suo atteggiamento solitario, dalla sua, anche senza conoscerlo e sapere nulla, dedizione che trapelava dai gesti amorevoli a tratti lenti, a tratti scattanti, ma comunque armonici nella loro specificità.
Si sono conosciuti giorni prima al ristorante, alla ricerca di insalate, uova e formaggio di capra, di fronte invece a ricchi buffet di pesce, frutta esotica, verdure particolari e carne di agnello.
Si sono raccontati, due ricercatori universitari!
Lei era molto particolare, mascolina, forte di carattere, determinata. Affermava le sue tesi con fermezza, senz’altro una donna molto colta e che desiderava arrivare al dunque ogni cosa facesse.
Livio le aveva parlato dei suoi studi solitari e del fastidio che avrebbe dato alle case farmaceutiche se la sua scoperta fosse stata, o di dominio pubblico, o meglio/peggio ancora, approvata dal ministero della salute. Ma i tempi della ricerca sarebbero stati lunghi e poteva ancora dormire sonni tranquilli.
Un altro uomo sulla spiaggia attirò la mia attenzione. Roberto, avrei scoperto il suo nome a cena, quella sera, di fronte al ricco buffet della frutta. Anche lui frequentava quella zona di spiaggia più tranquilla, visibilmente si “pseudo” allenava, avrei poi capito…era un calciatore in vacanza, non più giovanissimo e single, anche questo mi rivelò facendomi l’occhiolino. Forse un tic?
Lo trovavo spesso in meditazione su uno scoglio dove piaceva anche a me sostare per attendere il tramonto che trasformava quel paradiso nell’ eden dal quale non sarei più tornata a casa.
Io ero una signora cinquantenne, belloccia, spiritosa, curiosa, ma lui avrà avuto 15 anni meno di me. Eppure, era così appetitoso!
Beh, sarete curiosi…sì, vi confesso che stavamo per avere una liaison quando, quatta quatta, camminando nei giardinetti per raggiungere il suo bungalow ho visto, illuminato da un lampione, Livio andare verso la spiaggia,
Non volevamo mettere in piazza la nostra fugace relazione perché Roberto era un calciatore conosciuto, ma molto riservato nella vita privata.
Mi nascosi dietro ad un cespuglio, attesi il tempo che mi pareva sufficiente e mi avviai lungo il sentiero quando sentii un urlo, così straziante da crearmi una scarica di adrenalina paralizzante. Rimasi impalata, dimentica di cosa stessi andando a fare. Non seppi quantificare quanto rimasi ferma, immobile. Un turbinio di pensieri, di paura non mi permettevano di articolare le gambe ed andare a vedere cosa fosse successo o chiedere aiuto.
Terribile come possa cambiare tutto in un attimo.
Poi, indecisa sul da farsi, corsi da Roberto, ignaro. Gli raccontai tutto srotolando la lingua in un nano secondo ed insieme andammo alla reception per chiedere di fare un sopralluogo in spiaggia.
Rapidissimi, con torce, raggiungemmo il luogo dal quale ricordavo fosse giunto l’urlo, contemporaneamente fu avvisata la polizia locale ed una autoambulanza.
La scena era devastante,
Non avrei immaginato di trovarmi catapultata in un incubo peggiore.
Livio, straziato, accoltellato in più punti, giaceva sulla spiaggia con un pezzettino di alga tra le mani, quasi ci avesse voluto lasciare un testamento.
Non so quanto piansi, gridai, singhiozzai, fino a perdere la cognizione del dove, del quando, del perché.
Una sottile pioggia, come un nebulizzatore lavò le ferite…il sangue di Livio tinse di rosa la sabbia…l’acqua tiepida del cielo lo benedisse.
Non poteva terminare così una vacanza! Non poteva finire così una vita,
Una notte infinita di interrogatori, di risposte insolute, di dilemmi. Eravamo sorvegliati a vista. Tutti. Nel villaggio.
Arrivò mattina, assonnati, con le occhiaie evidenti, il volto tirato.
Antonietta mi si avvicinò alla macchinetta del caffè, mi voleva parlare. Andammo in bagno. Mi raccontò che la sera precedente, mentre io sfarfallavo con Roberto e lei parlava con Livio, forse a voce un po’ alta di questa ipotetica quasi scoperta…e gli disse che avrebbe potuto renderlo ricco se avesse consegnato alle persone serie e giuste i suoi studi ed appunti che stava ultimando proprio in quei giorni, due individui, seduti al tavolo accanto, parevano molto interessati, spostando il busto sulla sedia, in direzione del loro tavolo, evidentemente in ascolto.
Sfrontatamente e cordialmente si erano proposti di condividere una bottiglia insieme per chiudere in allegria la serata e la vacanza.
A lei non erano piaciuti e terminata l’allegra bevuta, salutatisi nei corridoi verso le camere, situate nel corpo centrale del resort, lasciato Livio, li aveva seguiti ed origliato fuori dalla porta.
Erano frammenti di frasi quelle ascoltate, ma percepiva sentore di tresca, tanto che decise di mettere in guardia Livio, che però non era già più in camera sua. Fu così che andò alla reception e chiese di accompagnarla in spiaggia.
A ben pensarci, era già lì con alcune persone dell’albergo quando giungemmo noi, ma specialmente aveva già allertato la polizia perché, astutamente, aveva registrato col telefonino alcune frasi della conversazione ascoltata fuori dalla stanza delle due persone.
Tutto successe in tempi molto stretti. I due avevano telefonato a Livio in camera dandogli appuntamento in spiaggia, proponendogli un affare al quale non si potesse dire di no. Non era una persona sprovveduta, anzi, ma era un poco brillo, perciò non lucido al 100%. In spiaggia c’erano due complici. Appena giunto lo hanno fatto fuori.
Nel frattempo, noi, Antonietta, la polizia locale, l’autoambulanza, le persone dell’albergo stavamo correndo in spiaggia.
I due sono entrati in camera di Livio ed hanno rubato gli appunti ma…sull’uscio, altri agenti li hanno bloccati con le mani nel sacco.
Terribile epilogo di una vacanza.
Unica, grande soddisfazione, Antonietta ha portato avanti la scoperta e la formula del medicinale che è stato creato grazie alla passione, dedizione, lungimiranza e perseveranza di Livio.
Stoccolma, 04/02/2026 sul Dagens Nyheter, ultima pagina, a caratteri cubitali “ALFELIAN” il nuovo farmaco anticancro in commercio, quasi privo di effetti collaterali.
Grazie ragazzi, compagni di questo strano, vitale, mortale, viaggio insieme.