Riflessioni di Tina da un frammento di Neruda: ho atteso sul balcone con l’edera della mia infanzia

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Ho atteso sul balcone con l’edera della mia infanzia – di Tina Conti

Non ho atteso sul balcone  cercato nel tempo dei ricordi e delle emozioni, frugando nella vita di prima, nel tempo dell’infanzia, della giovinezza, in una immagine, in un profumo.

Provo gratitudine nel rivedermi bambina di fronte alla vita.

Mi chiedo come ho fatto a imboccare la mia strada, destino o scelta consapevole?

Non ero una studentessa impegnata ma ero curiosa su come andava il mondo, come funzionavano le cose, costruivo, sperimentavo, chiedevo, facevo frittate dolci.

Erano i miei operosi genitori quell’edera a cui mi aggrappavo, con orgoglio e fiducia.

La mia casa era un laboratorio, si poteva sperimentare e fare tutto.

I materiali si cercavano e si recuperavano, non si buttava niente.

Si era costruito un pozzo, ricoveri per animali, arredi per la casa, materassi tende e abiti.

La cucina disponeva di verdure, uova e frutta, c’era sempre il problema di come conservare gli alimenti nei  momenti di esubero di produzione. Un piccolo vigneto consentiva la lavorazione del vino che piaceva solo al babbo ma che era prodotto in modo naturale e genuino.

In una dinamica così fatta, eravamo tutti incoraggiati a sperimentare anche in tenera età.

Così, il giorno che decisi per una crema al cucchiaio senza aver mai visto farla e neppure conosciuto il procedimento, ho realizzato la mia frittata dolce che ha provocato risate e ironia ma che non mi ha certo scoraggiata, da allora, la mia produzione di creme si è fatta vasta e fantasiosa e pronta a nuove ricette e scoperte.

Pensieri di Patrizia da un frammento di Neruda: rumore del mondo nel fogliame

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La fuga – di Patrizia Fusi

Una frase che mi colpisce appena la sento: mi viene alla mente un video dell’immigrazione  attraverso la rotta nei boschi dei Balcani.

Un gruppo di persone composto da bambini di varie età, donne e uomini, cammina nel sentiero del grande bosco velocemente, guardano in maniera attenta quello che li circonda, ogni rumore sospetto li fa sobbalzare, la giornata è grigia, un vento freddo batte contro i loro corpi, hanno una speranza che un tempo cosi brutto forse fermerà le guardie di frontiera.

Sono quasi arrivati al confine, sono felici, in lontananza sentono avvicinarsi un rumore di macchina .

Paura, terrore, tutto il gruppo si sparpaglia e si nasconde nel fogliame del  sottobosco.

 In quel fogliame c’è il rumore del mondo e la sua ferocia.