
La scrittura del vino – di Daniele Violi
“”La scrittura del vino””, scrittura fatta di parole, come i grappoli d’uva, una scrittura che ho visto nascere, quando ho lavorato in una cooperativa agricola, quando con il vigore giovanile mi immergevo nell’uva. Dentro carrelli di legno costruiti appositamente per l’occasione della raccolta della vendemmia. Carrelli che avevano dimensioni di almeno 2 metri di lunghezza e di 1 metro di larghezza, capienti. La parte posteriore aveva una apertura, l’usciollo, il famoso usciollo. Con un forcone in mano a piedi nudi, affogati dentro una quantità enorme di grappoli d’uva, un bagno dentro una meraviglia della natura. Vivevo il piacere di conoscere la piacevole storia sin dalla nascita, di un antico ricavato dall’uva, che ha reso più dolce, anche il gusto della vita a tante persone.
Come un rito iniziavo ogni volta, a ogni carrello, a raccogliere grappoli e grappoli di uva, che lanciavo poi con il forcone dal famoso usciollo, dentro la bocca di una macchina rumorosa, la diraspatrice, che accoglieva questa grande bontà di uva per la produzione e farne mosto.
Ogni tanto, quando potevo, riuscivo a scrutare grappoli d’uva formosa di varietà molto dolci, rossi e bianchi, belli agli occhi, che spuntavano, nel bel mezzo della mia opera di pesticciamento, quasi a chiedere di essere salvati dalla loro fine. Grappoli che mi ispiravano a essere presi al volo, e con veemenza addentati e gustati. In quel momento iniziavo a vedere la scrittura del vino, una scrittura che mi portava a fine giornata a sentirmi appagato. Si appagato dell’opera, ma anche tanto inebriato.
…chicco dopo chicco “COME UN GRAPPOLO D’ UVA” si costruisce una storia, un profumo di mosto, di vita, di lavoro…che ha il gusto birichino di morsi golosi….
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Una storia viva ,fisica, forte! ….bella!
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