
IL TACITURNO CHE VENNE DA LONTANO – di Sandra Conticini
Stava sempre li, al circolo, da solo, zitto zitto guardandosi intorno. Nessuno lo aveva mai sentito parlare, pensavano che fosse sordomuto. Arrivava nel primo pomeriggio, si metteva a sedere in un angolo e fino a sera non si alzava. All’inizio veniva chiamato “il mafioso”. Da sotto quegli occhiali neri era difficile vedergli gli occhi , indossava un vestito grigio logoro, camicia grigiastra con il colletto finito, sempre con la sigaretta accesa, tanto che le dita delle mani erano diventate gialle, bruciate dalla nicotina, metteva un certo non so che di paura.
Se non era al circolo vagava per il quartiere, ma sempre solo e taciturno.
Ormai sembrava un soprammobile, era diventato uno dei tanti invisibili.
Un giorno, in quell’estate torrida, era nel suo angolo, cascò in terra, battè la testa e intorno a lui si formò una pozza di sangue. Le persone si guardarono negli occhi e pensarono che fosse morto, invece aprì gli occhi e iniziò a dire qualcosa che nessuno capì. Fu portato in ospedale, curato alla meglio e rimandato a casa.
Qualcuno una mattina disse di averlo visto uscire con una valigetta quasi vuota.
Di lui non si seppe più niente, se n’era andato in silenzio com’era arrivato.
Hai dipinto un personaggio tenebroso e inquietante ma che desta tanta curiosità e dà il via a tante domande… purtroppo senza risposta !
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mi fa tenerezza quest’uomo, solo, taciturno, invisibile come tanti che attraversano la vita in solitudine…mi piace
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…DI LUI NON SI SEPPE PIÙ NULLA….
Quando l’aspetto delle persone diventa giudizio senza appello ci si meraviglia anche del sangue che scorre….
Un brano che è specchio di una realtà… triste, la solitudine ha mille volti….
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Quando ho sentito questo racconto, ho pensato si trattasse di una persona che ho conosciuto, poi mi sono tornati in mente in tanti, tutti invisibili, fantasmi in carne ed ossa, passati e spariti, chissà dove e chissà perché. Solitari e tristi. Mi dispiace non avere saputo, ma ringrazio per aver fatto riaffiorare il ricordo, che e’ comunque tenero.
Sandra ha scritto con rispetto, usando parole perfette, non ne servivano altre. Questo succede quando si scrive bene.
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