
Si spense la nube vagante – di Stefania Bonanni
Troppo tempo aveva faticato, trascinandosi stelle che non ne volevano sapere,di seguirla.
Aveva faticato, traversando un cielo troppo pieno, con quello strascico. Aveva faticato a splendere su commissione, con la luce di altri.
L’ aveva pagata cara, quella luminosità a credito.
Ed era venuto il momento. Avevano richiesto indietro il prestito.
Nulla e’ gratuito a questo mondo, e neanche nell’ alto dei cieli.
Quella nuvola magica si sgonfio’, si scuri’, non sembro’ più panna montata. Non fu piu’ illuminata dal rosso dei tramonti. Non se la porto’ piu’ a giro quel venticello di marzo che fa il solletico al mondo. Cambio’ natura, in un baleno fu piu’ scura del mare di notte, gonfia e dura, come un sasso.
Se qualcuno la vide, ma nessuno guarda le nuvole per conoscerle davvero, non si stupi’.
Ora era una nuvole come tutte. Gonfia di vento, di pioggia, di sospiri, di lacrime.
Ed allora piovve.
una nuvola che paga il prezzo di voler splendere a credito e alla fine non può fare altro che piovere; molto bello e malinconicamente poetico.
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…tutto da leggere, rileggere ed apprezzare sempre di più…ogni parola, frase, concetto ti fa capire una ” nuvola umana” così simile a persone e situazioni…
NULLA È GRATUITO A QUESTO MONDO…NEANCHE…..
fa capire, riflettere….Non esiste ombrello per certi tipi di pioggia…
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e per fortuna piove, l’acqua lava, purifica e il merito è anche di quel nuvolone che cambiò natura e diventò scuro come il mare di notte…bello
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