
IL TACITURNO CHE VENNE DA LONTANO – di Anna Meli
Era giunto da poco in quel paesino di poche anime che sorgeva su una altura circondata da campi di olivi. Nella piazza, un bar con solo due tavolini occupati da quattro vecchi che ingannavano la noia giocando a carte e, sotto il grande tiglio, alcune donne intente a chiacchierare e lavorare a maglia. Alcuni ragazzotti intanto si stavano sfidando in una partita di pallone a tre. Ne ebbe subito una buona impressione. Sì quel luogo era giusto per lui. Dopo aver consultato un biglietto tolto dalla tasca della sua giacca, si diresse con passo deciso verso una vecchia costruzione e sparì nel portone spalancato.
Chi era, da dove veniva? Qual’era il motivo per il quale era andato a vivere in quella casa da tempo abbandonata dal proprietario che nessuno ricordava più? Tutti si ripromettevano di scoprirlo nei giorni successivi. Fra l’altro avevano anche notato che ogni tanto riceveva brevi visite da alcuni sconosciuti che però se ne andavano velocemente e questo si aggiungeva alle altre curiosità.
Uscendo, in paese tutti lo salutavano per educazione e per cercare un approccio e andare oltre, ma lui rispondeva gentilmente mantenendo le distanze e tutto finiva lì. Il suo aspetto incuteva timore e il suo modo di vestire, di camminare, di osservare quasi di sfuggita non lo rendeva simpatico. Parlava poco, rispondeva per dovuta cortesia. In paese si diffuse l’idea che nascondesse un segreto e che addirittura fosse una specie di mago che imbrogliava le persone ingenue o disperate che si rivolgevano a lui.
Nel fine settimana i giovani di ritorno dal lavoro furono prontamente informati della situazione e fu deciso di parlarne tutti insieme per giungere ad una conclusione. Tutto il paese non si sentiva al sicuro e chi meglio del Sindaco avrebbe potuto risolvere la situazione! Ma il sindaco inventò mille scuse, fece innumerevoli giri di parole dicendo che potevano stare tranquilli, che quel tipo veniva da molto lontano e che di più non poteva assolutamente dire.
Non aveva fatto i conti con l’usciere al quale niente sfuggiva e fu così che si venne a sapere in gran segreto che il signore del quale sapeva anche il nome era un pentito collaboratore di giustizia a domicilio coatto e….acqua in bocca!!!



