L’elegante Ubaldo – di Stefano Maurri

Il parrucchiere Carmine aveva cambiato un po’ lo stile a Firenze, veniva da Napoli e aveva grande capacità di relazionarsi con i clienti, aveva portato innovazione nel taglio e aveva introdotto la possibilità di farsi, insieme ai capelli, la manicure. Il negozio era in Chiasso del Buco, accanto alla piazza Salterelli dove il Babbo aveva il negozio di forniture per orologi e che frequentava non tanto assiduamente, ma almeno per farsi fare la sbiancatura dei capelli che tendevano a ingiallire. Questa piccola forma di vanità lo aiutava nella sua naturale eleganza, un’eleganza fatta di sorrisi, fatta di attenzioni, di piccoli atteggiamenti affettuosi nei confronti di tutti, in modo particolare per quella che potremmo definire la popolazione del piccolo mondo antico di piazza Salterelli che pur essendo collocata al centro di Firenze, dietro por Santa Maria e dietro via Vacchereccia, aveva mantenuto rapporti sociali gradevoli e intensi fra i componenti delle varie attività: il trattore Poldo che preparava porzioni abbondanti per gli avventori e che Babbo frequentava soprattutto d’estate quando noi eravamo al mare, la galleria Spinetti, una galleria d’arte specializzata nel commercio e nell’esposizione di quadri di macchiaioli e post macchiaioli, le ragazze commesse del negozio di Perugina in angolo fra via Santa Maria e via Vacchereccia con le quali il Babbo intratteneva rapporti scherzosi e dove andava a comprare sacchetti di menta zuccherosa, quella che si fondeva in bocca, per la sera, davanti alla televisione. E poi il bar La Borsa da anni sotto il loggiato, di fronte appunto alla Borsa Valori, un luogo che aveva mantenuto l’aspetto di un bistrot parigino e dove i bicchieri erano collocati in alto, a testa in giù in verso il bancone per sgocciolare e dove passavano siano turisti stranieri ma anche tutti gli avventori e i commercianti della zona e nella quale si intessevano piccole discussioni sui fatti del giorno, sulla Fiorentina, sulle attività commerciali se andavano più o meno bene e dove il Babbo con il suo sorriso e con la sua naturale, come ho detto, eleganza era ascoltato con grande attenzione. Tutto questo in parte è stato spazzato via dalla nuova forma di commercializzazione anche se i luoghi esistono tuttora. Il parrucchiere Carmine si è trasferito, guarda caso, di fronte a dove il Babbo si trasferì e dove ora abito io. Il Babbo ha continuato a frequentarlo fino a pochi giorni prima della fine. La sua attività commerciale è rimasta attiva, anche se era stata venduta, conservando, per scelta dell’acquirente, il nome “Maurri” proprio perché era un sinonimo di garanzia nei confronti dei clienti , anche se ormai si cominciava a comprare altri tipi di orologi.
Credo si possa ricordare il Babbo per questa caratteristica: la comunicazione, la comunicazione verbale e la comunicazione visiva che favoriva il rapporto e favoriva la conoscenza dei problemi sociali che poi lui, una volta in pensione, ha ripreso e trasmesso attraverso la passione per la fotografia. Era certamente dilettantistica ma con grandi connotazioni professionali che venivano mantenute sempre vive con l’aggiornamento, con le discussioni all’interno del club a cui apparteneva, con la realizzazione di piccoli stage che venivano fatti anche per definire gli aspetti più specifici della fotografia. Questo lo ha veramente salvato dall’invecchiamento perché lui, come un gatto, ha sempre avuto e sempre mantenuto vivo lo sguardo e la capacità di interpretazione delle persone, dei luoghi e dei paesaggi.
un eleganza piena di grazia e rispetto per gli altri, bello la descrizione del quartiere, delle sue attività e dei suoi abitanti
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un uomo ” charmant” fuori e dentro con quell’eleganza innata, ormai un pò rara….
…tra commesse e commercianti…una perfetta fotografia fatta da un attento osservatore…
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osservatore acuto di luoghi e persone, nel tuo racconto la narrazione diventa un’elegante modo per tracciare un pezzo di storia
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