Una frase per Tina: “Rammenta e rammenda”

RAMMENTA E RAMMENDA – di Tina Conti

foto di Tina Conti

Penso  che possa essere  un difetto credere che  un oggetto,  un abito, un pezzo di legno, mantengano una loro personalità anche quando non sono più utili e non  utilizzati da tempo.

Sono capaci ancora di parlare alla mia mente:-potresti farci un  gilet, un portaoggetti, un grembiule da cucina… questo sento nel mio cervello.

In ultima ipotesi potrebbero diventare  presine per la cucina oppure stracci per spolverare,  oppure ritagliati a dovere scampoli creativi da mettere nel mucchio dei colori.

Parlano, sì, mi inseguono per la casa, certo è un vero peccato, gettare una trama così bella, che panno morbido, un filato così sottile e con quei colori. Quanto tempo e lavoro  ha richiesto per realizzarlo. Così si  ammucchiano  dentro la macchina da cucire,  sullo scaffale , sotto il mio tavolo da disegno  una miriade di progetti che aspettano di essere lavorati.

A volte riescono bene,  altre a forza di aggeggiare,  finiscono  fra gli stracci. Ma quanta soddisfazione però quando li vedo tornati a nuova vita, in un cuscino unico,  un grembiule,  delle ciabatte di gomma morsicchiate dal  cane che diventano ciabattine da bambini. Sarà perché ho visto le mani dei miei genitori sempre attive e capaci di  creare  tanti manufatti che mi ritrovo così. In quei periodi  si provava a fare tutto in casa, i calzini, camiciole, abiti, si riparavano gli oggetti e si  facevano tanti rammendi. Che bel cappotto mi ha fatto la mamma rigirando un tessuto  di bella lana  che era stato il cappotto della sua zia signorina. Certo, si dovevano mettere  dei grandi bottoni per coprire l’occhiello che si trovava  nella parte opposta  all’agganciatura. Lo portai con orgoglio , sapevo  quanto tempo  era stato necessario  per scucirlo, stirarlo e rigenerarlo. Guardavo la mamma lavorare, , capivo quell’amore silenzioso e quel tempo sottratto al suo lavoro di sarta  e agli altri miei fratelli. Ricambiavo alleggerendola  nelle incombenze di casa e cucinando. Ripensando a quei tempi,  mi spiego perché  la mia casa è cosi stipata di materiali recuperati, nastri, bottoni,  cerniere, utensili per  lavorare. Ci vorrebbero dieci vite  per  utilizzare tutto quel materiale , ho però dato accesso ai miei nipoti a tutti quei tesori. loro dicono, :_andiamo a chiedere alla nonna di sicuro lei  ha quello che ci serve. Conoscono bene la dislocazione e sanno che io sono felice che imparino con le mani. Mi ha confortato però  in questi giorni aver trovato dei vecchi anelli da tenda per poter realizzare  quelle belle ghirlandine  che la sorella della nostra Stefania  ha realizzato per il Mercatino natalizio della croce rossa. Le ho studiate con attenzione e poi, con filo di lana, verde , rosso e bianco,  un po’ bruttarelle  le ho realizzate.

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Autore: lamatitaperscrivereilcielo

Lamatitaperscrivereilcielo è un progetto di scrittura, legata all'anima delle persone che condividono un percorso di scoperta, di osservazione e di ricordo. Questo blog intende raccontare quanto non è facilmente visibile che abbia una relazione con l'Umanità nelle sue varie espressioni

2 pensieri riguardo “Una frase per Tina: “Rammenta e rammenda””

  1. Ogni brano è un pezzettino della Tina operosa
    Non ti smentisci mai e oggi mi porti a rovistare nel tuo bazar personale alla ricerca di preziosità colorate e anche a ricordarmi che anch’io ho portato con orgoglio un cappotto rigirato: il mio era rosso ciliegia

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