Rammento e rammendo – di Carla Faggi

Da quando sono diventata molto adulta passo molto più tempo di prima a rammentare.
Forse perché ho più tempo per dedicare ai ricordi, forse perché ne ho accumulati molti più di prima, o forse semplicemente perché meno sarà quello che avrò da ricordare da quello che ho avuto.
Quando si è giovani il ricordare è un hobby che non frequentiamo con molta assiduità, preferiamo programmare, cercare, consumare.
Nel nostro presente invece gli dedichiamo abbastanza spazio. Ci piace farlo.
I ricordi quando diventano racconto oltre a essere rammentati, ovviamente, vengono rammendati anche un po’; ci si aggiunge qualche effetto speciale, qualche accortezza che impreziosisce, atmosfere particolari in più. Non sono bugie, ma piccoli dettagli che forse rimpiangiamo non siano stati veri.
Quando mi capita, per esempio, di parlare dei miei cari che non ci sono più, ci aggiungo tanti e tanti abbracci in più, talmente tanti da non riuscire a finire il racconto.
Certo non sono una che pesca un pesce di tre metri, anche perché non vado a pescare, ma quando parlo di mio marito dico e sono convinta che sia il più bello del mondo. Le mie amiche le più amorose. La mia scrittura semplicemente splendida.
Quindi concludendo, rammento, rammendo e quando rammendo talmente tanto sto proprio bene.
Beati i creativi, saranno fantasiosi.
Alcune volte i ricordi si aggiustano e si addolciscano
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È vero Carla: rammentando si smussano gli angoli e si limano le asperità così il ricordo diventa più dolce. “Non sono bugie ma piccoli dettagli” che avremmo voluto nella realtà: hai fatto centro ! 😊
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