Isolamento e piazza di Nadia

La piazza della signora Pina – di Nadia Peruzzi

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Per la signora Pina i due anni di isolamento da covid erano stati terribili.
Non tanto per il fastidio di quelle mascherine soffocanti , ma perché il covid le aveva tolto il suo regno, il suo spazio vitale.
Aveva perso il gusto della piazza, dello stare in piazza , anche del solo attraversarla salutando Luciano , il vecchio calzolaio, o Gilberto quel bel signore con cui trovava sempre qualcosa di piacevole di cui parlare.
Si era chiusa in casa , fra due mura e una tv.
Aveva visto di tutto un po’. Il mondo a portata di mano 24 ore su 24 , ma una brutta sensazione di soffocamento e chiusura, come se si trattasse di una prigione se la divorò in quei due lunghissimi anni.
Cina , India, Giappone, Birmania , il Messico in quella piazza mediatica c’era di tutto.
Ma lei pensava , alla sua piazza, quella vera,  a quella bella panchina dove spesso si fermava a conversare.  A volte stava zitta zitta , perché le piaceva ascoltare gli altri. Anche il calcio che non guardava mai , attorno a quella panchina finiva per diventarle interessante. Non capiva nulla di fuorigioco, di assist e di corner ma quando le tifoserie prendevano il sopravvento sulla razionalità, e rischiavano di portare alla rissa , allora si che si ringalluzziva tutta.
La prima volta che uscì senza mascherina , la panchina, la facciata della chiesa e il monumento sembravano lì solo per lei. Ma si sentiva bloccata come se riconquistare gli spazi fosse una impresa ardua e faticosa quanto una scalata.  Eppure erano lì e li poteva toccare, finalmente.
Durò poco perché Luciano fece capolino dal suo negozio con in mano una scarpa mezzo cucita.
La salutò con calore. ” Quanto ci sei mancata , Pina. Che brutto periodo abbiamo attraversato”
“Eh si Luciano.  A noi vecchietti la vita è accorciata di due anni. Li abbiamo persi e perderli alla nostra età mica fa bene, se poi ci aggiungiamo la solitudine in quelle du’ stanzine , altro che depressione”!
“Uguale per me. Che bello rivedersi! Pensa che per ingannare il tempo e non abbandonarmi ai brutti pensieri ho fatto più scarpe in questi due anni che negli ultimi dieci. Ora sarà un problema venderle. Aiutami un po’ te, Pina. Tu ci sai fare. Mi fai un po’ di pubblicità e in un battibaleno son sicuro le vendo quasi tutte!”
“Eccoli, finalmente “ sentirono da dietro la voce di Gilberto che arrivava con la sua bici. Il terzetto pre covid si era ricomposto.
La vita li riprendeva per mano e li portava di nuovo a guardare avanti con cuore più leggero.
Attorno a loro si formò un gruppetto di amici vecchi e nuovi.  Di nuovo insieme.
Che bello!
L’aria sapeva di primavera.
I fiori nelle fioriere erano una tavolozza di colori.  La signora Pina rivide la sua piazza bella come un arcobaleno e pensò : “Meno male che c’è !”

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Autore: lamatitaperscrivereilcielo

Lamatitaperscrivereilcielo è un progetto di scrittura, legata all'anima delle persone che condividono un percorso di scoperta, di osservazione e di ricordo. Questo blog intende raccontare quanto non è facilmente visibile che abbia una relazione con l'Umanità nelle sue varie espressioni

1 commento su “Isolamento e piazza di Nadia”

  1. Lucia Bettoni – Non so proprio immaginarti senza la tua piazza! La tua è una piazza/casa signora Pina! Meno male che c’è!
    Sei fortunata

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